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Umbria: 80% dei fondi post sisma alle aziende del candidato Pd-5S

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L’80% dei fondi per la ricostruzione post sisma sono stati destinati alle aziende del candidato Pd-5stelle Vincenzo Bianconi. La notizia è stata pubblicata stamattina dal Corriere dell’Umbria .

Secondo quanto riportato anche da Repubblica, i dati sulla destinazione dei fondi sarebbero stati forniti dall’attuale sindaco di Norcia, Nicola Alemanno (Forza Italia).

Si tratterebbe di una cifra importante, ecco cosa scrive in proposito il Corriere dell’Umbria: “Quasi sei milioni per gli hotel da ristrutturare. Più due milioni e mezzo per gare e affidamenti nei servizi mensa dei moduli abitativi. Non manca il trasporto scolastico”.

E ancora: “In base ai dati forniti dal Comune si stima che oltre l’80% degli euro transitati nella città di San Benedetto per le attività ricettive dopo il terremoto di tre anni fa è andato alle aziende che fanno capo all’imprenditore Vincenzo, candidato alla presidenza della Regione per Pd e Cinquestelle”.

Umbria, la replica di Bianconi

Su 27 attività ricettive rimaste in piedi a Norcia dopo il terremoto, solo tre hotel hanno chiesto e ottenuto i permessi. “Di questi gli unici due che al 30 settembre hanno in tasca pure i decreti dell’ufficio speciale, con i fondi in denaro definiti – si legge sul quotidiano – sono dei Bianconi”.

La terza struttura che ha fatto richiesta appartiene alla famiglia Filippi ma i proprietari non hanno ancora in mano il documento per ottenere i soldi.

Inoltre, le imprese di Bianconi hanno ottenuto appalti per la fornitura di pasti alle mense per i moduli abitativi e collettivi di Norcia. Infine, sempre Bianconi, si è aggiudicato alcune gare per il trasporto scolastico comunale.

Ecco la replica del candidato riportata da Repubblica: “È vergognoso usare il dramma del terremoto per fare campagna elettorale. Evidentemente la mia candidatura deve proprio terrorizzare qualcuno, visto il fango e le calunnie che mi arrivano addosso”.

Sempre sul Corriere dell’Umbria Bianconi fa sapere che “per evitare il conflitto di interessi, qualora fosse eletto presidente, si dimetterebbe da ruoli di controllo del gruppo”.