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Oggi abbattono diecimila cammelli: aumentano il riscaldamento globale

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diecimila cammelli

Oggi parte il raid dei cecchini professionisti in Australia, in volo sugli elicotteri per abbattere diecimila cammelli. Per le autorità bevono troppo, devastano le abitazioni e aumentano il riscaldamento globale.

Quanto sta accadendo in Australia è davvero molto triste. Sono tantissime le persone a lavoro per spegnere gli incendi, non soltanto vigili del fuoco ma anche volontari.

Le immagini che in questi giorni vengono condivise sui social sono raccapriccianti: animali in fuga, morti, foreste devastate e un cielo completamente rosso. Bruciati circa 6,5 milioni di ettari con fiamme che raggiungono anche i dieci metri di altezza. Complici di questa catastrofe il forte vento e il caldo.

Sono decedute venticinque persone e le stime parlano di quasi mezzo miliardo di animali morti. Molti allevatori hanno dovuto uccidere il loro bestiame perché ferito in maniera grave dalle fiamme.

Cecchini pronti ad abbattere diecimila cammelli: bevono troppo

Di ieri una notizia che farà aumentare il numero di animali morti. Questa volta, però, a causare la morte di diecimila cammelli non saranno le fiamme ma cecchini professionisti. Il motivo? Bevono troppa acqua.

Secondo quanto riportato da Il Mattino, il problema legato ai cammelli non sarebbe soltanto quanto bevono ma anche la loro elevata emissione di gas serra: un serio problema per il riscaldamento globale… dicono gli esperti.

Tra le brutte notizie che arrivano dall’Australia ci sono anche le 180 denunce nei confronti di persone che hanno innescato gli incendi: 40 sono minorenni.

Lo Stato più colpito in Australia è il Nuovo Galles del Sud, dove gli incendi attivi sono più di cento. In questa zona il fuoco ha distrutto cinque milioni di ettari e 1.300 case, costringendo migliaia di famiglie a evacuare le loro abitazioni.

Secondo alcuni dati riportati dal sito della BBC, gli incendi che stanno colpendo l’Australia non sono quelli che nella storia del Paese hanno causato più morti. Nel “Black Saturday“ del 2009, in Victoria, morirono più di 180 persone. Ma le fiamme di questi mesi stanno causando maggiori danni a tutto l’ecosistema.

Grazie alla pioggia di queste ore la situazione si è un pò calmata ma le previsioni meteo per i prossimi giorni non fanno ben sperare, soprattutto se si considera che gennaio e febbraio sono i mesi più caldi del Paese.