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Agenti uccisi a Trieste: il gesto di un bimbo che commuove i poliziotti

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agenti uccisi

È ancora vivo il dolore per i due agenti uccisi barbaramente a Trieste a colpi di pistola da un pregiudicato domenicano di 29 anni.

Pierluigi Rotta e Matteo Demenego sono i due agenti che sono stati uccisi nella sparatoria dove un domenicano ha esploso 23 colpi in tutto.

Un bimbo di tre anni si è presentato in Questura insieme al padre per consegnare agli agenti in servizio un fiore in ricordo dei colleghi.

Il padre, dopo che il figlioletto era riuscito a strappare un sorriso gli agenti, ha consegnato loro una commovente lettera.

Agenti uccisi a Trieste: la bellissima lettera di un cittadino

Sulla pagina Facebook della Questura di Roma è apparsa la fotografia scattata dal padre mentre il figlio consegna il fiore agli agenti.

In allegato hanno riportato il testo della lettera firmata da “un cittadino” in ricordo dei due agenti uccisi e dedicata a tutte le Forze dell’ordine.

«Buonasera, anche se la foto non rende bene, vorrei condividere con voi l’emozione di questo pomeriggio quando ho portato mio figlio a consegnarvi un fiore in ricordo di Pierluigi e Matteo. A mio figlio sto cercando di insegnare il rispetto nei confronti di chi indossa una uniforme, qualunque essa sia, perché è un qualcuno che lavora per noi, per farci stare bene», inizia così la lettera.

Nel post si legge ancora: «È normale per me ogni volta che vedo una donna o un uomo in uniforme pensare che siano amiche e amici, persone su cui contare nel momento del bisogno. Come lo erano Pierluigi e Matteo e come lo siete tutti voi, giorno dopo giorno, nonostante chi vi disprezza, vi insulta, vi offende».

«Noi vi vogliamo bene, il piccoletto vi vuole bene, la gente onesta e per bene vi vuole bene. Sempre, ogni giorno, tutto l’anno (da anni ho l’abitudine di chiamare chi come voi lavora nei giorni di festa, a Capodanno o Ferragosto per ringraziare del servizio svolto) ma oggi un po’ di più, perché oggi siamo tutti Pierluigi e Matteo. Un abbraccio forte a tutti voi, Un cittadino», conclude così la tenera lettera. – Foto Facebook