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Castrazione chimica approvata in Alabama: la vuole pure la Lega, i 5s no

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castrazione chimica

In Alabama è stata introdotta una legge che obbliga i condannati per reati sessuali contro i minori di 13 anni a cominciare la castrazione chimica un mese prima della loro scarcerazione.

Il procedimento avverrà attraverso la somministrazione di farmaci che rimuovono il desiderio sessuale fino alla totale impossibilità di avere rapporti.

Sarà un giudice a stabilire quando il trattamento potrà essere interrotto. “La legge è un passo verso la protezione dei bambini in Alabama”, questo il commento della governatrice Kay Ivey.

A maggio di quest’anno, sempre in Alabama, con 25 voti favorevoli e 6 contrari il Senato ha approvato un legge sull’interruzione di gravidanza che prevede l’aborto solo nei casi di grave rischio per la salute della donna.

Castrazione chimica: per l’Italia c’è la Lega

In Italia la castrazione chimica è un vero e proprio cavallo di battaglia della Lega; questo il commento di Matteo Salvini dopo aver appreso la notizia:

“In uno Stato degli Usa hanno approvato la castrazione chimica per chi violenta i minori di 13 anni. Un modo per prevenire altre violenze e intervenire su persone evidentemente malate, oltre che col carcere anche con una cura farmacologica”.

Poi conclude: “Sono convinto sia una buona pratica da adottare anche in Italia, come la Lega propone da anni”.

Un tema particolarmente caro al leader del carroccio che dopo l’episodio di stupro a fine aprile avvenuto nella città di Viterbo, lanciò una raccolta firme per l’approvazione di una legge su questo tema.

“È ora di far sentire la voce dei cittadini”, scriveva Salvini chiedendo galera e castrazione chimica per pedofili e stupratori.

Poi l’invito a firmare: “Questo fine settimana vieni a firmare la proposta di legge della Lega nelle piazze di tutta Italia, così il Parlamento non potrà far finta di nulla!”.

Una legge che non ha il sostegno dei 5 stelle. “Non prendiamo in giro le donne che giustamente hanno paura quando leggono casi del genere con temi come questo che sono solo dei distrattori di massa”.

Lo ha dichiarato Luigi Di Maio ad aprile 2019, aggiungendo: “Mettiamoci a lavorare sul fatto che questa gente deve stare in galera il più possibile”. Chissà chi la spunterà… ammesso che questo Governo riesca ad andare avanti.