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Alessandra Locatelli: cambio di rotta del ministro, la famiglia torna un peso

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alessandra locatelli

Un cambio di poltrone non apprezzato da tutti quello che vede Alessandra Locatelli al Ministero della Famiglia e Lorenzo Fontana agli Affari UE.

A neanche tre giorni dalle nuove nomine abbiamo già chi storce il naso per il neo ministro della Famiglia Alessandra Locatelli.

Quello che spicca subito, dalle prime interviste della Locatelli, sono le posizioni alquanto diverse sulle priorità del Ministero della Famiglia.

Molti credono che questo “rimpasto” sia dovuto alle idee troppo nette su molti punti riguardanti la famiglia del ministro Fontana: per alcuni, evidentemente, non era abbastanza politically correct.

Che gli obiettivi da ministro non siano gli stessi lo ha dimostrato subito Alessandra Locatelli modificando il nome al Ministero, che non è più della Famiglia e delle disabilità, ma delle Disabilità e della famiglia.

Inoltre il la Locatelli è stata chiara fin da subito: «Non sarò il ministro del Family Day. Priorità ai disabili», frase che ha turbato non poco alcuni ambienti.

Nessun commento per ora sulle questioni lasciate aperte da Fontana come la Carta per la famiglia o la recente proposta per gli assegni dei figli.

Alessandra Locatelli: i commenti del mondo del Family Day

L’idea del precedente ministro era elevare la famiglia a colonna portante dello Stato attraverso riforme scolastiche ed economiche, aiutando così anche i disabili.

Come sostiene Filippo Savarese di CitezenGo in un’intervista a La Nuova Bussola Quotidiana: «Non si possono sostenere le persone con disabilità se non passando dal sostegno alle loro famiglie, cioè le persone che concretamente ne hanno in carico la cura quotidiana, dalla sveglia al mattino fino alla notte, passando per tutte le necessarie e spesso faticose attività quotidiane».

Questo è solo uno dei commenti del mondo del Family day che non nasconde la delusione nelle prime considerazioni sul ministro Alessandra Locatelli.

Anche Mario Sberna, presidente dell’Associazione Famiglie Numerose, commenta negativamente: «Ancora una volta vediamo una famiglia non da promuovere, ma da curare, un peso che cela un’idea di fondo sbagliata della famiglia, la quale se è la prima cellula della società deve stare al primo posto».

Nessuno è contrario all’obiettivo del neo ministro Locatelli e cioè «quello di dare ampio spazio alle fragilità e disabilità con l’ascolto», ma è la strada per conseguire quell’obiettivo che non coincide.

La paura più grande è che la famiglia finisca per essere trattata anch’essa come una disabilità, un peso da dover assistere.

Quello che più stupisce è che il ministro Locatelli faccia parte della Lega come il ministro Fontana: ma allora perché non condividono gli stessi obiettivi?

C’è chi con malizia comincia a pensare che questa storia della famiglia al centro e a sostegno del Paese sia stata solo una favola per prendere voti.

Forse molti commenti sono un po’ frettolosi, visto il breve tempo di azione del ministro Alessandra Locatelli ma le premesse lasciano pochi dubbi.