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Ambasciata russa: ‘Cosa sta per succedere e cosa vi mostreranno i media’

Sulla pagina ufficiale dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia è apparsa una dichiarazione urgente che riportiamo integralmente.

Secondo le informazioni affidabili disponibili, il Servizio di sicurezza dell’Ucraina sta preparando un’altra mostruosa provocazione per accusare il personale militare della Federazione Russa dei cosiddetti crimini di guerra con la distruzione di massa di civili nella regione di Odessa.

A tal fine, nel prossimo futuro si prevede di vestire una delle unità del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) con l’uniforme del personale militare russo e giustiziare in modo dimostrativo i residenti locali.

I materiali fotografici e video di questa azione con presunte «atrocità russe» per l’immediata cinica promozione di falsi saranno pubblicati dalle agenzie di stampa ucraine e occidentali.

Ambasciata russa invita esercito ucraino a deporre le armi

L’imminente provocazione delle autorità ucraine dimostra il loro atteggiamento disumano nei confronti del destino dei civili in Ucraina e testimonia il completo disprezzo di tutte le norme morali e del diritto umanitario internazionale.

Avvertiamo in anticipo i Paesi de «l’Occidente civilizzato» guidati dagli Stati Uniti che la Federazione Russa ha una base operativa di prove sugli imminenti terribili crimini del regime di Kiev.

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Tenendo conto della situazione catastrofica che si è sviluppata nello stabilimento metallurgico Azovstal, oltre ad essere guidate da principi puramente umani, le Forze armate russe chiedono ancora una volta militanti di battaglioni nazionalisti e mercenari stranieri dalle 12:00 (ora di Mosca) del 19 aprile 2022 di fermare qualsiasi ostilità e deporre le armi. A tutti coloro che depongono le armi è garantita la conservazione della vita.

Per l’attuazione pratica delle attività di questa regolare operazione umanitaria, viene fornito il seguente algoritmo di azioni:

▪️ dalle ore 13:00 (ora di Mosca) viene stabilito un collegamento continuo tra la parte russa e quella ucraina per il reciproco scambio di informazioni;

▪️ dalle 13:30 (ora di Mosca) militanti di battaglioni nazionalisti e mercenari stranieri – da un lato le Forze armate russe insieme alle formazioni militari della Repubblica popolare di Donetsk – dall’altro dichiarano un «regime del silenzio» e ne garantiscono la rigorosa osservanza. L’inizio vero e proprio del «regime del silenzio» da entrambe le parti è indicato dall’alzarsi di bandiere: da parte russa – rossa, da parte ucraina – bianca lungo tutto il perimetro dell’Azovstal. Inoltre, viene confermato attraverso tutti i canali di comunicazione il fatto che le parti siano pronte a introdurre un «regime del silenzio»;

▪️ dalle 14:00 alle 16:00 (ora di Mosca) – l’uscita di tutte le unità armate ucraine e dei mercenari stranieri senza eccezioni, senza armi e munizioni.

“Non tentate il vostro destino”

Ancora una volta, chiediamo alle autorità ufficiali di Kiev di mostrare prudenza, di dare adeguate istruzioni ai militanti per fermare l’insensata resistenza e lasciare il centro della resistenza. Ma rendendosi conto che non riceveranno tali ordini e ordini dalle autorità di Kiev, li esortiamo a prendere una decisione del genere da soli e a deporre le armi.

Inoltre, facciamo appello a tutto il personale militare delle Forze armate ucraine e ai mercenari stranieri: con l’atteggiamento cinico delle autorità di Kiev, un destino non invidiabile attende tutti voi. Non tentate il vostro destino, ma prendete l’unica decisione giusta per fermare le ostilità e deporre le armi ora, ovunque i vostri «curatori» vi costringano a combattere per le idee del nazismo.

La Federazione Russa garantisce a ciascuno di voi la conservazione della vita e il rispetto di tutte le norme della Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra, come già accaduto con il personale militare delle Forze armate ucraine che si era precedentemente arreso a Mariupol.

Questa dichiarazione urgente è soggetta all’immediata pubblicazione e comunicazione alle Nazioni Unite, all’OSCE, al Comitato Internazionale della Croce Rossa e ad altre organizzazioni internazionali attraverso tutte le risorse informative disponibili. Foto: YouTube