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Salute

Antonella Viola: l’immunologa che pensa di poterci dire come si deve vivere

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Sta facendo discutere un post dell’immunologa Antonella Viola che si è lasciata scappare un’affermazione ambigua sul coprifuoco. Anche il dottor Stefano Manera l’ha commentata.

Stiamo tornando alle misure prese in primavera e viene da domandarsi cos’abbia fatto il governo per evitare che questa situazione si riproponesse.

Nella disperazione di molti italiani, che vedranno ancora una volta chiuse le proprie attività, e nel crescente malcontento che si sta creando, ci si mettono anche gli esperti a incrementare il caos.

Questa volta la protagonista è la dottoressa Antonella Viola che si è lasciata scappare un commento alquanto bizzarro sul coprifuoco.

Stefano Manera allibito dal commento di Antonella Viola

L’immunologa dell’Università di Padova ha commentato il nuovo Dpcm: «È firmato. Da domani gran parte del Paese dovrà affrontare nuove restrizioni e pesanti sacrifici. Saranno settimane difficili e dolorose».

Ma è quello che ha scritto subito dopo che ha fatto sobbalzare qualche collega. Uno di questi è Stefano Manera, medico anestesista-rianimatore che ha prestato servizio a Bergamo durante l’emergenza.

La dottoressa Antonella Viola ha scritto: «Il coprifuoco non ha una ragione scientifica ma serve a ricordarci che dobbiamo fare delle rinunce, che il superfluo va tagliato, che la nostra vita dovrà limitarsi all’essenziale: lavoro, scuola, relazioni affettive strette».

Il dottor Manera ha replicato alla frase dell’immunologa: «Il circo dell’assurdo ha partorito l’ennesima esperta».

«L’eroica e frugale infettivologa [immunologa, ndr], nello sforzo esegetico del coprifuoco, ci dice che la misura restrittiva è come un maestro di una volta. Uno di quelli con la verga di legno, che vi minaccia per farvi comprendere i veri valori: silenzio, obbedienza, lavoro, studio, distanziamento e ciao. Grande visione di società umana».

Insomma gli esperti ci sono ricascati: poco tempo fa aveva rilasciato una dichiarazione simile il pediatra Alberto Villani del Comitato tecnico scientifico.

A inizio ottobre aveva detto: «L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto è un richiamo. Non importa se scientificamente ha senso oppure no. È un segnale di attenzione per noi stessi e per la comunità». Foto: YouTube