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Apocalisse economica, adesso l’Italia è in svendita: grazie governo

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apocalisse economica

Siamo giunti all’apocalisse economica e, mentre il futuro sembra riservare ben poche speranze, la gente fa la fila fuori al banco dei pegni. 

Tra qualche giorno inizieremo la fase 2, quella che dovrebbe portare a una lenta riapertura delle attività commerciali.

Fare pronostici su quanto tempo ci vorrà, prima che il nostro Paese potrà iniziare a crescere e a lasciarsi alle spalle gli enormi danni economici, è praticamente impossibile.

Non sappiamo cosa ci riservi il futuro e le notizie che giungono dall’Eurogruppo, non sono affatto confortanti. Ma oltre a pensare al “domani”, sarebbe necessario occuparci del presente.

Apocalisse economica

Ci sono milioni di italiani che vivono in povertà e la parte produttiva del Paese, in modo particolare le piccole e medie imprese, si trovano in una situazione di affanno.

In questi giorni moltissimi cittadini si sono rivolti al banco dei pegni a Torino, Napoli, Palermo: persone che non sanno evidentemente come andare avanti.

Famiglie costrette a mettere in garanzia o addirittura a vendere oggetti personali, magari un ricordo al quale tenevano in modo particolare.

Viste le difficoltà si corre il rischio che qualcuno voglia mettere in vendita parte del patrimonio pubblico, proprio come sta pensando di fare il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Secondo quanto riportato dal Fatto quotidiano, Nardella si dichiara pronto a “qualunque tipo di battaglia” per salvare la città. Pronto persino a “mettere in garanzia il patrimonio edilizio” del Comune.

Come se non bastasse, in un altro articolo pubblicato dal sole 24 ore, si paventa l’ipotesi di una grossa svendita da parte di molte strutture alberghiere, hotel e ristoranti nella riviera romagnola.

Si tratta per lo più di albergatori che hanno mutui in corso o comunque vivono una situazione di grande difficoltà economica, disposti a svendere piuttosto che a rimetterci.

Ed ecco che spuntano quelli che il sole 24 ore definisce “gli squali della crisi del Covid-19. Consapevoli di avere a che fare con un settore fiaccato nelle risorse e nel morale dalla consapevolezza che quand’anche si dovesse riaprire, la stagione è da considerarsi pressoché perduta“.

Per non farci mancare nulla, secondo alcune dichiarazioni del presidente Confimprese Mario Resca, pubblicate su La Stampa “in tutta Italia il 30% dei negozi non riuscirà più ad aprire“.

Quella che stiamo vivendo è una vera e propria apocalisse economica, dalla quale non sappiamo se e quando ne usciremo.