Digita per cercare

Salute

Aria tossica in aereo: i piloti denunciano ma in Italia tutti zitti

Condividi
aria tossica in aereo

Nella puntata de Le Iene di ieri sera si è parlato di “fume event”, cioè l’aria tossica respirata in aereo. Di cosa si tratta e cosa provoca?

Può succedere dopo un viaggio aereo di accusare alcuni sintomi che difficilmente colleghiamo al volo. La causa però potrebbe essere l’aria tossica che a volte si può respirare nella cabina di un aereo.

L’ex pilota irlandese Tristan Loraine ha spiegato: «L’aria che respiri in cabina passa attraverso il motore e non è filtrata. Molti passeggeri non lo sanno».

Loraine è uno dei primi che ha messo in correlazione i suoi problemi di salute con l’aria tossica in aereo. Ma non è l’unico che ha denunciato il problema.

Possono esserci infatti delle micro perdite di olio sintetico usato per le pale dei motori, o di alcuni oli del sistema idraulico, che potrebbero contaminare l’aria con sostanze tossiche: gli organofosfati.

Non è stata rassicurante la risposta dell’ex pilota quando gli hanno chiesto quanto spesso può accadere di avere aria tossica in aereo: «Più o meno nel 90% dei voli».

Il problema sembra non essere recente perché si conosceva già nel 1950. Dopo il divieto di fumare, non essendoci più odore di sigaretta in aereo, ha raccontato Loraine: «la gente si è chiesta “Cos’è questo strano odore? Sembra puzza di calzini sporchi o di cane bagnato”».

In molti pensano che sia l’odore tipico dell’aeroplano e non si pongono il problema perché hanno fiducia nelle compagnie aeree.

Sindrome aerotossica: malattia causata dall’aria tossica in aereo

Molti giornali internazionali hanno documentato la presenza di aria tossica in aereo. Sono iniziate anche le prime class action di piloti e hostess, che hanno richiesto risarcimenti alle compagnie aeree per essersi ammalati di sindrome aerotossica.

Loraine ha indicato tra i sintomi: nausea, bolle da irritazione sul naso, formicolio alle dita, vampate, palpitazioni, rallentamento mentale. John Hoyte, un altro ex pilota, ha aggiunto alla lista: perdita di memoria, tremori e difficoltà a parlare.

La cosa preoccupante è che i sintomi provocati dall’aria tossica sull’aereo possono presentarsi subito, anche durante il volo, e se succedesse a un pilota la situazione potrebbe diventare drammatica.

È quello che è accaduto all’ex pilota svedese Niels Gomer e al suo copilota che hanno accusato un grave malessere in fase di atterraggio.

«È stato uno shock! Mi sono messo la maschera d’ossigeno ed è stato l’ultimo movimento che sono riuscito a fare, ero paralizzato», racconta Gomer.

Ad oggi non esistono ancora studi scientifici che collegano l’aria tossica in aereo alla sindrome aerotossica, come ha specificato anche uno dei direttori sanitari di British Airways.

Però c’è uno studio del 2015 svolto dall’EASA, che si occupa di sicurezza aerea per l’Unione Europea, che ha confermato la presenza di queste sostanze tossiche in basse concentrazioni e ha specificato che se i polmoni sono in salute non dovrebbero provocare problemi neuronali. E nel caso in cui i polmoni non fossero in salute?

I piloti conoscono questo problema?

L’inviato ha intervistato molti piloti e hostess all’aeroporto di Londra e tutti si sono rivelati molto informati sull’argomento.

Qualcuno si è spinto anche oltre e ha spiegato che le compagnie aeree negano il problema «per proteggere se stesse e i loro interessi. Negano per non pagare i risarcimenti. È una questione di soldi».

E in Italia? Nel nostro Paese di tutto questo non se ne parla. Anzi, piloti e hostess hanno defilato la domanda trovando scuse per allontanarsi. In poco tempo è arrivata addirittura la sicurezza a bloccare le interviste.

A quanto pare nel nostro Paese c’è una politica che vieta al personale di volo di parlarne ma i passeggeri hanno il diritto di essere informati.