Digita per cercare

Salute

Attacco di panico: la trappola del cervello che viene ancora sottovalutata

Condividi
attacco di panico

Sembra un luogo comune ma vi assicuro che non lo è: chi non ha mai avuto un attacco di panico non può capire cosa provi una persona in quel momento.

All’improvviso, senza motivi apparenti e senza che tu riesca a capire cosa stia succedendo, un uragano di sensazioni ti avvolge in un vortice.

Tra le tante: cuore che batte all’impazzata, tremori, respirazione alterata e senso di soffocamento, formicolio corporeo, sudorazione fredda.

Ma anche vertigini, nausea, vampate di calore, perdita del contatto con se stessi e con la realtà, dolore al petto.

Molti finiscono in pronto soccorso convinti di avere un infarto perché tutto questo si trasforma in paura di morire, di perdere totalmente il controllo.

In tanti, soprattutto chi non c’è mai passato, lo considerano un semplice momento di sconforto, di frustrazione e anche se oramai è un problema conosciuto viene altamente sottovalutato.

Basti pensare che chi ne soffre spesso finisce per isolarsi per evitare ogni occasione che potrebbe far sì che si scateni nuovamente (mezzi pubblici, code, luoghi affollati, ecc.) e si arriva a soffrire di agorafobia.

Insomma una vera e propria bestia nera, paragonabile alla depressione. Ma si può controllare e sconfiggere?

Attacco di panico: come curarlo

L’attacco di panico è una cosa seria ed è importante affrontarlo e cercare di risolverlo nel migliore dei modi.

Importante è capire che non è una semplice condizione emotiva, ma una vera e propria trappola nella quale viene indotto il cervello.

Cercare di gestirlo è spesso controproducente perché nella maggior parte dei casi ogni tentativo finisce per peggiorare la situazione, amplificando la sensazione di panico.

Ti potrebbe interessare anche Ansia? L’80% delle preoccupazioni è immaginario, ecco come eliminarlo

La psicoterapia cognitivo-comportamentale ha dimostrato efficacia in molti pazienti. In questa psicoterapia il paziente e la terapeuta sono impegnati attivamente nella ricerca del problema.

Il trattamento permette al paziente di prendere consapevolezza delle situazioni che scatenano il problema e lo aiuta a liberarsene gradualmente.

Gli attacchi di panico si risolvono con una remissione nel circa 90% dei casi se trattato con psicoterapia.