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Autostrade: ecco quanto guadagnano, altro che “maxi multa”

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Caos Autostrade: una maxi-multa al posto della revoca? Il ministro De Micheli smentisce ma la notizia, trapelata ieri e presente in quasi tutte le testate giornalistiche, preoccupa parte dell’opposizione.

Anche in queste ore si parla dell’ipotesi di una maxi-multa da far pagare al gruppo Atlantia della famiglia Benetton, al posto della revoca sulle concessioni.

Secondo quanto dichiarato al Tg1 dal ministro De Micheli, il governo non ha “mai valutato né privatamente né pubblicamente l’ipotesi di una maxi multa”.

Parte del mondo politico non è affatto rassicurato dalle dichiarazioni della De Micheli e annuncia battaglia. Per Giorgia Meloni “l’ipotesi di una maxi-multa ad Autostrade per l’Italia nasconde il vero intento della maggioranza grillo-piddina: fare uno sconto ai Benetton e lasciare in piedi la scandalosa concessione”.

Autostrade, Meloni e Fassina contrari all’ipotesi maxi-multa

“Infatti – continua la leader di Fratelli d’Italia – il cuore del problema è proprio il contratto capestro che permette ai privati di arricchirsi su un’infrastruttura strategica italiana”.

La Meloni ricorda che “la concessione scade nel 2042 e che lo Stato italiano incassa dai pedaggi la miseria del 2,4%, a fronte delle centinaia e centinaia di milioni di euro che ogni anno si spartiscono gli azionisti, mentre le autostrade sono a pezzi”.

“Occorre avere coraggio e determinazione – conclude – e rivedere completamente il sistema delle concessioni, altro che maxi multa!”.

In proposito ha voluto dire la sua anche Stefano Fassina che su Facebook scrive: “Il problema della gestione privata dei monopoli naturali come autostrade non può essere risolto con una multa, in forma di sconto da parte di Aspi sui pedaggi”.

Poi un accenno alla tragedia del Ponte Morandi: “Fossero pure al netto dei costi di ricostruzione del Ponte Morandi, come richiesto oggi dalla Ministra De Micheli, 700 milioni di euro sarebbero una frazione delle mega rendite miliardarie accumulate da Atlantia e dagli altri rentier negli anni”.

L’ex viceministro dell’Economia sotto il ministro Fabrizio Saccomanni nel governo Letta, elenca diversi dati interessanti che riguardano i numeri della Determinazione della Corte dei Conti del 18 Dicembre scorso.

“Nel quinquennio 2012-17, tariffe innalzate del 14% a fronte di una inflazione nulla; investimenti tagliati da oltre 2 miliardi a meno di un miliardo l’anno; utili netti balzati del 55% fino a 1,6 miliardi l’anno”.

Per Fassina “la gestione delle autostrade va riaffidata a una società pubblica. Maggiori controlli, sempre più costosi in termini di risorse finanziare e professionali, saranno sempre insufficienti per attività in monopolio”.

E termina: “È il modello liberista della gestione privata dei monopoli naturali da superare. Dobbiamo attendere il prossimo crollo e le prossime vittime per fare scelte innovative e coraggiose?”