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Risse, omicidi e tanta paura: ecco cosa succede in Campania tra migranti – Video

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aversa

Caserta – Spintoni, pugni e calci, ecco la scena che si presentava nel pomeriggio di mercoledì in vicolo Sant’Agostino ad Aversa, davanti la sede della Caritas.

A scatenare la rissa due giovani extracomunitari per cause ancora da accertare. Poteva finire molto peggio ma fortunatamente le poche persone presenti sul posto sono riuscite a dividerli.

Un fatto increscioso quello accaduto ad Aversa ma purtroppo non isolato. Di pochi giorni fa la notizia di un’altra rissa tra un albanese e un nigeriano a Ferrara. Ad avere la peggio tra i due è stato l’albanese, ricoverato in ospedale per un trauma cranico dovuto probabilmente ad una caduta durante la colluttazione.

Di risse tra immigrati ne sentiamo parlare spesso e il più delle volte avvengono dove si dovrebbe sorvegliare meglio e di più: nei centri di accoglienza.

Sempre in Campania il 7 gennaio è scoppiata una mega rissa al centro di accoglienza di Palinuro, provincia di Salerno.

In questo caso sono stati coinvolti diversi immigrati e la situazione stava sfuggendo di mano al punto da rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

Pochi giorni dopo, a Napoli, c’è stato un episodio culminato con un tragico epilogo. In zona Mergellina mentre due lavavetri litigavano per futili motivi, uno dei due ha estratto un coltello e ha ucciso il “rivale”.

Quando la rissa prende una piega diversa non è difficile che qualcuno possa morire. In Campania poi, di casi come quelli appena citati ne avvengono in continuazione.

Da Aversa a Caserta la situazione non cambia

In viale Carlo III a San Nicola La Strada, provincia di Caserta, ci sono semafori in cui le persone hanno paura del rosso. Il motivo? Un gruppo di stranieri che non sembra elemosinare soldi bensì pretenderli.

In quel semaforo le risse con gli automobilisti sono all’ordine del giorno. Capita spesso infatti di vedere auto ferme qualche km prima e muoversi solo quando scatta il verde. Un situazione pericolosa che si protrae da diversi anni.

Talmente grave che dopo l’ennesimo diverbio avvenuto il 18 febbraio di quest’anno, un 22enne della provincia di Caserta ha investito e ucciso un 29enne senegalese.

Secondo la Procura, lo ha ucciso per futili motivi, perché voleva «punire la vittima per un insignificante sgarbo subito». Morire per un diverbio.

E’ assurdo anche solo pensarlo. Un gesto terribile ed ingiustificabile. D’altra parte, è evidente che servirebbero maggiori controlli.

Non abbiamo citato Castel Volturno perché il degrado che incombe da anni in quella zona della Campania è talmente imponente che sembra di non essere in Italia.