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Balanzoni: «Tampone fatto male può portare encefalite e meningite» Video

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dottoressa balanzoni

La dottoressa Barbara Balanzoni ha messo in guardia i genitori sull’autorizzazione preventiva al tampone e ha spiegato perché non firmarla.

Barbara Balanzoni è un medico chirurgo specialista in anestesia e rianimazione, dottoressa magistrale in giurisprudenza e consulente tecnico per casi di malasanità.

È diventata famosa durante l’emergenza per i suoi interventi nei quali ha trattato diversi temi sanitari.

Ieri sera la dottoressa Balanzoni ha pubblicato due video in cui ha criticato fortemente la richiesta di far firmare ai genitori l’autorizzazione preventiva al tampone.

«Il consenso è un atto medico e non può essere distribuito come un volantino. Ma siete impazziti?», ha scritto a descrizione del video.

«Questo video va condiviso su tutti i gruppi delle scuole, questa cosa non posso farla passare. Hanno superato il limite», ha affermato il medico.

«Quello che non posso sopportare è che si parli di un consenso preventivo che dovrebbe, secondo chi l’ha scritto, autorizzare un’autorità sanitaria a decidere della salute e della vita del proprio bambino in un tempo neanche definito. Ma stiamo scherzando? La state tirando troppo».

Dottoressa Balanzoni: «Il consenso è invalido»

Barbara Balanzoni ha parlato sia da medico che da giurista. Ha spiegato per prima cosa che, essendo un atto medico, deve essere presentato da un dottore.

Inoltre la dicitura “informato” presuppone che quel medico informi il genitore dei rischi, delle complicanze e delle alternative possibili prima dell’acquisizione della firma.

Altro punto fondamentale che la dottoressa Balanzoni ha evidenziato è che il consenso deve essere firmato in un regime temporale che possa essere definito attuale rispetto alla procedura.

Questo perché entra in campo il principio dell’autodeterminazione: quello che è valido oggi potrebbe non esserlo più tra una settimana. Il consenso deve essere sempre revocabile.

«Un consenso così è invalido e viola le disposizioni in materia di consenso informato. In questo momento, anche se non so per quanto visto come stanno andando le cose, il tampone su un bambino non può essere un Trattamento Sanitario Obbligatorio quindi serve il consenso».

Ha obiettato in modo molto duro anche sul fatto che nel format consegnato ai genitori si indichi come esecutore del tampone un operatore sanitario, non specificando a che figura si riferisca.

«Il tampone è una procedura che per la sede anatomica è molto molto delicata e può diventare pericolosa. Se eseguita male può portare a encefalite e meningite. Chi ha detto che un infermiere può eseguire i tamponi? Io, personalmente, un tampone me lo faccio fare solo da un otorino».

Altre considerazioni della dottoressa

Si è poi soffermata sulla positività al tampone. «Chi ha detto che questa presunta positività o negatività dei tamponi corrisponda a un dato clinico che ha un significato?»

Per la dottoressa Balanzoni questo meccanicismo per cui il nemico è la positività al tampone è sbagliato.

Ha lamentato anche il fatto che nonostante i tanti contagiati nessuno abbia mai parlato di tutti coloro che hanno sviluppato naturalmente gli anticorpi.

«Noi stiamo parlando di un vaccino che ci deve far produrre anticorpi ma nessuno parla di quanta gente che ha avuto la Covid sviluppa gli anticorpi. Ma è normale?» Foto: Facebook

Il consenso è un atto medico e non può essere distribuito come un volantino! Va acquisito da un medico e da nessun altro . Ma …. Ecco qui la novità : I consensi informati (non informati) firmati in bianco dai genitori , preventivi rispetto a un eventuale futuro tampone fatto da chi non si sa ( operatorio sanitario che vuol dire?) in caso qualcuno decida di farlo fare nelle scuole . Ma siete impazziti ?

Posted by Barbara Balanzoni on Monday, October 5, 2020