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Salute

Bassetti: «Forte gruppo vuole l’emergenza, non mi faccia dire altro» – Video

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bassetti dottore

Il dottor Matteo Bassetti, dopo aver rassegnato le dimissioni dal Patto Trasversale per la Scienza, in una recente intervista radio ha rilasciato importanti dichiarazioni.

Siamo arrivati al punto in cui sono presenti due schieramenti netti e distinti. Da una parte quelli che continuano a insistere che siamo ancora in pericolo e dall’altra quelli che pensano che tutto sia finito e auspicano un ritorno alla normalità.

Il dottor Bassetti è sicuramente tra quelli che cerca di ridimensionare gli allarmismi quotidiani, rappresentando un punto di vista più positivo.

Ospite a Radio Radio nella trasmissione Lavori in corso condotta da Stefano Molinari, il medico genovese si è lasciato scappare dichiarazioni forti.

Dottor Bassetti: «I danni li pagheremo nei prossimi 10 anni»

«Al gioco di terrorizzare la gente io non ci sto». L’infettivologo ha spiegato che non possiamo più dire che la malattia è la stessa dei mesi di marzo e aprile: «La malattia è diversa. Chi dice che non dobbiamo dirlo vuol fare della censura».

Bassetti ha sottolineato che quello che afferma lo vive ogni giorno in ospedale ma forse qualcuno usa questo catastrofismo per nascondere alcune decisioni.

In questo momento le persone contagiate sono per lo più dei portatori sani di virus e quasi nessuno di loro finisce in ospedale. E invece di essere contenti continuiamo a piangerci addosso.

«Per un periodo il lockdown è andato anche bene ma attenzione ai danni che pagheremo per i prossimi 10 o 15 anni».

L’infettivologo ha passato notte e giorno chiuso in ospedale nel suo reparto per tutto il periodo dell’emergenza e ha dichiarato che ora sanno come curare la malattia. Molti sono infatti gli studi da loro pubblicati, come da altri colleghi, per i quali sono contattati da tutto il mondo.

A quanto pare però la percezione dell’opinione pubblica mondiale non è quella di vedere lo straordinario lavoro che hanno svolto gli italiani.

Questo è anche dovuto al fatto che la politica continua a dire che siamo ancora in emergenza, anche se i nostri ospedali dicono esattamente il contrario.

«Purtroppo in casa nostra c’è un gruppo forte di persone che ha l’interesse che si mantenga questo stato di emergenza. Non mi faccia dire altro», ha chiuso Bassetti.

I bollettini giornalieri inutili e la confusione nei contagiati

Una spiegazione molto interessante riguarda la situazione dei contagiati, che a molti non è chiara.

Bassetti ha affermato che i positivi non devono essere considerati come malati perché molti sono asintomatici. Ha fatto anche un importante appunto riguardo al periodo considerato più nero: febbraio, marzo e aprile.

In quel momento non c’era una capacità di fare tamponi come oggi e anche quando qualcuno veniva ricoverato in ospedale nessuno tracciava le persone con cui era stato in contatto. «Chissà quante migliaia o milioni di persone erano contagiate a quei tempi», ha affermato.

Per quanto riguarda i bollettini giornalieri, Bassetti ha sottolineato che servono solo a instillare nella nostra popolazione tanta ansia e a mostrare all’esterno la visione di un Paese che non è ancora uscito dal fondo, cosa che non è vera.

«Stanno sparando i numeri. Appena si risolve un problema ne dobbiamo creare un altro quando invece ci sarebbe bisogno di qualche notizia positiva dopo esser stati rinchiusi per tre mesi». Foto: YouTube