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Salute

Bassetti in radio: «Oggi 7 pagine del Corriere sul Covid è criminale» Video

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bassetti in radio

Ancora un volta il dottor Bassetti è stato ospite a Radio Radio insieme a Fabio Duranti e Stefano Molinari. Non ha perso l’occasione per criticare la stampa e i colleghi.

È uno dei pochi che ha continuato a raccontare una storia completamente diversa da altri medici che continuano ad avere uno spazio fisso in trasmissioni televisive e quotidiani.

Parliamo del dottor Matteo Bassetti, Direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, che in radio non ha nascosto il suo dissenso sulle notizie che gli italiani continuano a leggere.

Anche nel suo ultimo post su Facebook ha criticato duramente la notizia della chiusura delle discoteche. Ha commentato la decisione come un proseguimento della strategia del terrore che stanno portando avanti da mesi.

«La cosa che più colpisce è che a farlo non siano i medici, che hanno curato e curano questa infezione, ma tutti quelli che si sono autoproclamati esperti o i miracolati dal Covid, tra cui molti medici. A questo gioco al massacro io non ci sto».

L’intervista del dottor Bassetti in radio è iniziata con un commento a un quotidiano che ha dedicato le prime sette pagine alla Covid con titoli che indicherebbero una situazione incontrollata.

«Fare sette pagine per parlare dei contagi dei giovani secondo me è criminale. È veramente criminale per il nostro Paese. Di quello che dico mi assumo la responsabilità ovviamente». 

Secondo l’infettivologo c’è l’interesse da parte di qualcuno, e anche di una parte della stampa, a mantenere alta l’attenzione sul virus con notizie sproporzionate rispetto alla realtà. 

Bassetti in radio contro l’informazione non corretta

Si è detto stufo di dover continuare a spiegare la differenza tra portatore sano e malato, argomento che spiega ai suoi studenti alla prima lezione di malattie infettive nel corso di medicina. Invece sembrerebbe che molti colleghi e i piani alti a Roma ignorino queste nozioni.

Il medico, come in altre occasioni, ha spiegato che la differenza tra il malato con sintomi e un soggetto asintomatico è sostanziale e affermare che abbiamo 500 malati è un’informazione assolutamente sbagliata dal punto di vista medico. «Se uno viene al mio esame e mi dice che un tampone positivo asintomatico è un malato, io lo boccio».

Ha poi aggiunto un duro commento sulla politica che ha preso decisioni per cui si dovrà prendere presto le sue responsabilità.

«Il Comitato Tecnico Scientifico non era d’accordo su alcune misure. La chiusura è stata una decisione politica, non tecnica. Nel nostro Paese molte decisioni prese troveranno difficoltà a essere giustificate, anche dal punto di vista scientifico». Foto: YouTube