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Beirut, l’inviata di guerra Giannini: «Sembra esplosione da tritolo» – Video

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Oggi la città di Beirut è stata sconvolta da due forti esplosioni che hanno fatto migliaia tra morti e feriti. La giornalista Chiara Giannini ipotizza una ricostruzione diversa rispetto alla stampa nazionale.

La notizia delle esplosioni nella città libanese ha fatto ben presto il giro del mondo. Immagini scioccanti si sono susseguite sui social.

Le cause dell’esplosione nel porto di Beirut sono ancora incerte. Si pensa a una prima esplosione in un deposito di fuochi di artificio che avrebbe scatenato la seconda in una fabbrica chimica.

Il governatore Marwan Aboud ha ipotizzato che la causa dovesse essere ricercata nell’enorme quantità di nitrato di ammonio immagazzinato nel porto.

Il rischio di una grave crisi economica e la destabilizzazione interna del Paese fanno ipotizzare anche altro.

La stampa italiana negli ultimi aggiornamenti parla di 100 morti, almeno 3.000 feriti e 1.500 dispersi. Tra i feriti anche cinque militari italiani che non sono in pericolo di vita.

La giornalista e inviata di guerra de Il Giornale Chiara Giannini ha pubblicato un video in cui propone una ricostruzione completamente diversa.

«Molti Tg stanno parlano di un’esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio. Attenzione a non cadere nel tranello».

L’ipotesi di Chiara Giannini sulle esplosioni a Beirut

La giornalista, che come inviata di guerra di esplosioni ne ha viste, spiega che un’esplosione di fuochi di artificio sarebbe orientata verso l’alto. In questo caso si è formato un fungo che è salito per poi allargarsi. Chiara Giannini ipotizza che possa essere stato tritolo o qualcosa di simile.

«È una situazione molto delicata e dobbiamo stare molto attenti nei prossimi giorni. In Libano ci sono degli equilibri precari ed è circondata da una situazione davvero critica», ha continuato la giornalista.

L’opinione di Chiara Giannini è che si tratti di un attentato o di un’esplosione anomala ma non sicuramente collegabile a una fabbrica di fuochi. La conferma l’ha avuta anche da una sua fonte, esperta in balistica, che ha confermato che l’esplosione di una fabbrica sarebbe stata ben diversa.

Dopo il video ha pubblicato un post in cui ha mostrato la sequenza delle esplosioni a Beirut e ha commentato: «Miei contatti mi dicono che la deflagrazione (partita da un altro punto) forse ha preso anche una fabbrica di fuochi d’artificio che è esplosa dopo. Ma l’esplosione originaria sarebbe altro. Aspettiamo domani per capire cosa è realmente accaduto». Foto: Facebook e Twitter

Posted by Chiara Giannini on Tuesday, August 4, 2020