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Beppe Sala condannato: era presente alla lettura della sentenza – Video

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beppe sala

Tutti assolti tranne uno: il sindaco di Milano Beppe Sala. “Voglio garantire ai milanesi che continuerò a svolgere il mio lavoro”.

Il Sindaco di Milano, Beppe Sala, è stato condannato a 6 mesi nel processo sull’appalto per la Piastra dei servizi di Expo: falso ideologico. La pena è stata sostituita con il pagamento di una multa pari a 45mila euro.

Un brutto colpo per il sindaco non tanto per il presente quanto per il futuro. Potrà infatti svolgere la funzione di sindaco continuando ad amministrare il capoluogo lombardo ma difficilmente potrà pensare a un successivo ruolo istituzionale.

Una brutta tegola per Sala, inaspettata e dal sapore amaro: è stato l’unico a essere condannato. Si era fatto interrogare e oggi era presente alla lettura della sentenza.

Le dichiarazioni di Beppe Sala dopo la sentenza

Ecco le sue dichiarazioni all’uscita dall’aula: “È comunque una condanna ma non produrrà effetti sulla mia capacità di essere sindaco di Milano”.

Sala rassicura i cittadini: “Continuerò a svolgere il mio lavoro e lo farò con la dedizione che conoscono, lo farò per questi due anni che mi mancano”.

“Alla fine sono una persona resistente – continua il sindaco – l’ho dimostrato in tanti momenti delicati della mia vita e attingerò alle mie risorse per essere un’altra volta resistente e riuscire ad andare avanti”.

Poi il giudizio sulla sentenza: “Dopo sette anni abbondanti, per un vizio di forma che non ha prodotto nessun effetto… credo che allontanerà tanta gente onesta, capace, tanta gente per bene dall’occuparsi della cosa pubblica”.

Sono questi i sentimenti del sindaco, sentimenti “negativi che credo siano anche giustificati. La mia conclusione è che oggi qui si sia processato il lavoro e io di lavoro ne ho fatto tanto”.

Come giustamente osserva il giornalista Luca Fazzo de Il Giornale: “Che il falso non abbia danneggiato nessuno lo ha riconosciuto la stessa pubblica accusa, che per Sala ha chiesto il minimo della pena dando atto del modesto disvalore del suo comportamento. Ma un falso resta un falso”.