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Bilderberg e pandemia: le curiose coincidenze di cui la stampa non parla

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Due membri italiani del club Bilderberg hanno un ruolo cruciale in questa post pandemia: Mario Monti e John Elkann.

Non è la prima volta che viene menzionato il coinvolgimento di un gruppo di potere che da questa emergenza avrebbe solo da guadagnare.

Il giornalista Francesco Amodeo ha analizzato le ultime vicende legate a membri del Bilderberg che proverebbero un suo ruolo determinante in questo post pandemia.

Tra gli italiani facenti parte di questo club, che prenderebbe decisioni cruciali per il destino delle nazioni, troviamo Mario Monti e John Elkann.

Il ruolo dei simpatizzanti del Bilderberg nella pandemia

È una notizia fresca quella dell’accordo tra FCA Group di Elkann e il governo per la produzione giornaliera di 27 milioni di mascherine, circa la metà del fabbisogno nazionale.

Amodeo a riguardo ha fatto una riflessione. Un uomo di potere come John Elkann convertirebbe gli impianti delle sue fabbriche con il dubbio che l’emergenza possa finire a breve?

Il giornalista sostiene che il business delle mascherine ha bisogno di panico continuo perché altrimenti terminerebbe subito.

In tutti questi mesi chi meglio della stampa ha incrementato il terrore nei cittadini? Amodeo ha fatto notare che il membro del Bilderberg Elkann controlla i principali giornali italiani con la società Exor.

Ma c’è un altro membro italiano del club che merita di essere citato: il senatore Mario Monti.

A metà agosto l‘Oms ha scelto proprio Monti come presidente della Commissione per le politiche sanitarie europee ovvero l’uomo che avrà il compito di gestire i vari fondi.

Certo, potrebbe essere una coincidenza. Ma non è finita. Altri due personaggi, che troviamo nella lista degli invitati alle riunioni del gruppo, ricoprono cariche determinanti in questa emergenza.

Uno è Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone, che Conte ha messo a capo della task force che ha redatto il piano per la ripartenza del Paese.

L’altro è l’economista Mariana Mazzucato, all’interno della stessa task force istituita da Conte ad aprile 2020.

Il giornalista ha concluso le sue riflessioni: «Non stiamo parlando di complotti. Ma di palesi, pericolosi e inaccettabili conflitti di interesse». Foto: YouTubeYouTube