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Biossido di titanio nelle mascherine: Adiconsum fa scoppiare il caso – Video

Alte concentrazioni di biossido di titanio sono state rilevate in alcuni lotti di mascherine: la denuncia è arrivata dall’associazione Adiconsum Veneto.

La Guardia di Finanza di Padova ha sequestrato diversi lotti di mascherine chirurgiche perché prive di documentazione.

Il TGR Veneto ha riportato la notizia. Un primo esame allo spettrometro ha rilevato una concentrazione di biossido di titanio molto alta, fino a 2.000 parti per milione. Le analisi di laboratorio hanno confermato il dato.

La denuncia è partita dall’associazione Adiconsum Veneto che ha chiesto alle istituzioni di indicare la presenza di questo prodotto nelle schede tecniche delle mascherine.

«Tutti i prodotti hanno schede tecniche che ne determinano la provenienza, la tipologia, come sono fatte, da chi. Qua non c’è assolutamente nulla. Quindi si comprano e si indossano nell’incertezza che queste siano adeguate e non abbiano alcun problema», ha detto il segretario dell’associazione Valter Rigobon.

Il biossido di titanio è utilizzato nelle mascherine come sbiancante. Sull’utilizzo di questo composto sono aperte diverse controversie dal punto di vista scientifico.

Alcune ricerche lo considerano cancerogeno ma i dati a sostegno di questa ipotesi non sembrano sufficienti per l’Europa.

Mentre la Francia lo ha messo al bando da quest’anno, il resto d’Europa, Italia compresa, non lo ritiene un pericolo per la salute.

Biossido di titanio: perché la Francia lo ha bandito?

La decisione dei francesi è scaturita dopo un approfondimento del 2019 dell’Agenzia francese per la sicurezza alimentare (ANSES).

Nel documento viene sottolineata la necessità di limitare l’esposizione dei consumatori a questo composto in quanto pericoloso per la salute dei consumatori.

Tra i pericoli la cancerogenicità da inalazione che inizialmente la Commissione europea pensava di poter aggirare con un’avvertenza sui prodotti.

La Commissione Europea, spinta anche dalle industrie, ha sostenuto più volte l’assenza di prove certe della tossicità del biossido di titanio.

Ma il 7 settembre 2020 la Commissione ENVI (Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare) ha approvato una proposta di risoluzione per chiedere alla Commissione europea la messa al bando dell’uso alimentare del biossido di titanio.

La scelta della Francia di bandire questa sostanza nasce da un principio di precauzione. Come non ci sono prove certe di effetti avversi sull’uomo (mentre sono confermati sugli animali), non ce ne sono neanche sull’assenza del rischio.

Sarebbe giusto fare chiarezza visto che questa sostanza è stata trovata sulle mascherine, dispositivo che molte persone (compresi i bambini) sono obbligate a portare su bocca e naso per molte ore della giornata.

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