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28/3/97: quando la sinistra speronava barconi di migranti uccidendone 81

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blocco navale

Oggi ricorre il 22° anniversario di quella sera maledetta in cui persero la vita in mare 81 profughi albanesi diretti verso la costa italiana per il blocco navale deciso dalla sinistra.

A pochissimi anni dal crollo del comunismo, in Albania nel 1997 regna il caos, l’anarchia e la povertà. Sono in moltissimi a cercare di emigrare.

Nasce così un traffico di clandestini gestito dalla criminalità locale che ruba imbarcazioni per lucrare sui disperati. La Katër i Radës è fra queste.

Sulla piccola nave, progettata per 9, salgono a bordo ben 142 persone. Ad un’ora dalla partenza la fregata Zeffiro della Marina Militare le intima già il dietrofront.

Il blocco navale imposto dal governo di sinistra

La Marina obbediva agli ordini della decisione del governo italiano guidato da Romano Prodi di stabilire un blocco navale per limitare i flussi migratori.

Ma quando la Katër i Radës prosegue imperterrita verso l’Italia, subentra la corvetta Sibilla che, in quanto più agile, inizia le manovre di allontanamento.

Tutto precipita quando in una di queste manovre la corvetta urta la nave facendola ribaltare per poi allontanarsi. In un quarto d’ora la nave affonda definitivamente.

La Sibilla torna dopo 20 minuti. Subito recupera i cadaveri di 52 persone che poi diventeranno 81. In 34 sopravvivono. 27 mai più ritrovati.

Nei giorni successivi c’è un’eco mediatico incredibile intorno alla vicenda. C’è chi parla di collisione accidentale, chi di speronamento volontario. Il 31 è lutto nazionale in Albania.

Inizia un processo conclusosi nel 2014 in cui la Cassazione condanna i due comandanti delle imbarcazioni coinvolte, F. Laudadio e N. Xhaferi, a due e tre anni di carcere.

L’allora Presidente del Consiglio, Prodi, dichiarerà: “La sorveglianza dell’immigrazione clandestina (…) rientra nella doverosa tutela della nostra sicurezza e nel rispetto della legalità che il governo ha il dovere di perseguire”.

Non si capisce quindi perché oggi la sinistra tacci di razzismo l’opposizione che sta agendo come lei ha agito 22 anni fa. E senza speronamenti.

“Gli albanesi non li volevano perché ci avrebbero raccontato quanto brutto è il comunismo” commenta qualcuno sui social. E forse non ha tutti i torti.