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Blogger ucraino giustiziato, scriveva troppo: questa è la libertà in Ucraina

Stamattina Toni Capuozzo ha commentato la notizia della morte dell’attivista e blogger ucraino Valery Kuleshov. Il ragazzo aveva 38 anni e i media ucraini lo definivano filo-russo.

L’agenzia Pressenza scrive: «È stato ucciso, con un’esecuzione in stile squadroni della morte, la mattina del 20 aprile 2022 alle ore 8:15, colpito da una raffica sparata a distanza ravvicinata mentre si trovava nella sua auto parcheggiata accanto al suo condominio a Kherson».

“Mi sono chiesto come mai l’informazione italiana, tranne una sola testata, non abbia neppure dato notizia dell’uccisione del blogger ucraino Valery Kuleshov” ha scritto Capuozzo.

“Ok, non era Assange. Ok, non era anglosassone. Ok, muoiono in tanti, innocenti. Forse non era neppure nella lista nera di Kiev, Myrotvorets (Il costruttore di pace, andate a vederla…). Forse era un dettaglio stonato, nel coro. Forse non era una fake news, era solo una ghost news”.

E ancora: “Una notizia fantasma, che non fa notizia, non merita. Gli fosse successo a Mosca, dove queste cose succedono, come successe ad Anna Politkovskaja, sarebbe morto con meno discrezione. Qualcuno se ne sarebbe accorto”.