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Borghi ridimensiona i pieni poteri di Conte: «Ma come si permette?» Video

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Nel rispondere all’informativa del presidente Conte, l’onorevole Claudio Borghi ha attaccato duramente il Primo Ministro: “La smetta con questi Dpcm e venga qui una volta la settimana”.

“Signor Presidente, lei ha chiesto ai presidenti delle Camere di trovare un luogo per il confronto con le opposizioni del Parlamento. La informo di una cosa: è questo il luogo del confronto, il Parlamento”.

Inizia con queste parole l’intervento di Claudio Borghi (Lega), in risposta alla comunicazione di Conte sull’evoluzione della situazione sanitaria ed economica derivante dall’emergenza epidemiologica.

Claudio Borghi bacchetta Conte: “Come si permette?”

Il deputato ha fatto notare al presidente Conte di aver detto che il diritto alla salute è preliminare su tutti gli altri diritti costituzionali.

“Ma come si permette di fare una scaletta dei diritti costituzionali?” ha chiesto, ricordando che i diritti costituzionali sono importanti tutti alla stessa maniera.

“E se per caso i numeri qualcosa contano – ha continuato – il diritto della tutela alla salute è al numero 32. Il diritto al lavoro è al 4. E le ricordo il numero 1, perché evidentemente si è dimenticato pure quello”.

Dopo aver citato l’articolo 1, chiede di riportare le cose in un ordine costituzionale e di valutare bene la scelta di demandare alle regioni decisioni importanti che potrebbero incidere sull’economia.

“L’aspetto economico è fondamentale. Perché se investo un presidente di regione della responsabilità di contrastare il virus, lui magari decide di chiudere tutto. Allora date i soldi anche alle regioni. È un po’ troppo comodo dire: «Tu chiudi tutto e poi passo io a fare Babbo Natale con i ristori»”.

A proposito dei soldi per i ristori, Borghi ha detto che ci vorrebbero cifre ben più alte di quelle stabilite dal decreto del governo.

“Cinque miliardi, per altro sottratti ad altre categorie alle quali erano stati promessi, non è nemmeno l’inizio di quello che ci vuole per indennizzare la gente”.

Le cose da fare

Infine Borghi suggerisce a Conte cosa fare per coinvolgere davvero tutto il Parlamento. “Facciamo che il CTS informa in tempo reale le commissioni sanità del Parlamento”.

Quindi l’invito a smetterla con i Dpcm: “Questo strumento assurdo con cui lei si è arrogato la sovranità totale e, adesso che le cose non stanno andando come pensava, cerca la collaborazione e la condivisione. Lei la smette con i Dpcm e viene qua ogni settimana”.

“Venga qua – conclude – si prenda ogni settimana una risoluzione e poi faccia un bel decreto legge. Questa è la normale procedura costituzionale. E si ricordi che il diritto al lavoro è fondamentale. Lei non può trattare con faciloneria la vita delle persone che stanno venendo rovinate“. Foto: YouTube