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Borgonovo dimostra l’assurdità del decreto in diretta – Video imbarazzante

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borgonovo

Ieri sera durante la puntata di Piazzapulita su La7 è nata una bagarre tra Francesco Borgonovo, il presentatore Formigli e gli altri ospiti in studio.

L’argomento era ovviamente l’emergenza coronavirus e, mentre si parlava di vaccini antinfluenzali, il vicedirettore de La Verità è intervenuto spiazzando lo studio.

«Io sono qui, ho la mascherina e mi stupisco che voi non l’abbiate. State violando la legge in questo momento».

Subito gli ospiti hanno tenuto a precisare che in realtà erano tutti seduti e ben distanziati ma Borgonovo non era d’accordo.

«Vi informo che nel decreto del presidente del Consiglio c’è scritto che è obbligatorio tenere la mascherina in tutti i luoghi chiusi. Avete passato sei mesi a dire che chi non metteva la mascherina era un negazionista».

Il presentatore Formigli si è difeso dicendo che forse nel nuovo decreto c’è un buco legislativo.

Se leggiamo il testo del decreto sembrerebbe che la verità stia in mezzo tra quello che ha affermato Borgonovo e le obiezioni degli ospiti.

Borgonovo bacchetta tutti: un avvocato analizza il decreto

È possibile trovare il testo del decreto in vigore dall’8 ottobre nella Gazzetta Ufficiale:

«Obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi».

L’avvocato Polacco ha analizzato il decreto per cercare di chiarire anche la confusione creata dai media.

Per prima cosa ha evidenziato che non si parla specificamente di “mascherine” ma di un generico “dispositivi di protezione”.

Andando avanti nella lettura del decreto si legge che viene data la “possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo” quindi non si tratta di un ordine. Ma perché parlano di possibilità?

Questo sarebbe un escamotage perché, spiega l’avvocato Polacco, nell’articolo 5 del decreto è scritto: «Nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri […] continuano ad applicarsi le misure dell’obbligo di avere sempre con sé un dispositivo di protezione delle vie respiratorie, nonché dell’obbligo di indossarlo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private».

Ha spiegato che è necessario fare attenzione a ogni termine usato in una legge. In questo caso non si parla più di possibilità e quindi l’obbligo è imposto.

Mascherine all’aperto

Il testo continua ed estende l’obbligo «in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi».

Nelle eccezioni si parla di “caratteristiche del luogo” che possono comprendere un fiume, un lago, una piazza isolata, una strada di campagna…

Mentre per quanto riguarda le “circostanze di fatto” l’avvocato Polacco ha spiegato che mettere una dizione così empirica è fuorviante. Chi decide il fatto: io, un vigile o un magistrato?

Un appunto è d’obbligo anche sulla dicitura “condizione di isolamento continuativo” che, come ha precisato Money.it, non equivale al “distanziamento sociale”.

Ci dovrebbero essere «pochissime probabilità di venire a contatto con un’altra persona e questa condizione deve essere garantita in modo continuativo».

Nel caso della trasmissione Piazzapulita gli ospiti erano seduti molto distanti ma chissà se questo basta a soddisfare il fumoso criterio di isolamento? Borgonovo potrebbe essere nella ragione col suo intervento.

Resta comunque il fatto che le diciture portano sicuramente a fraintendimenti che creeranno molta confusione tra gli italiani. Foto: La7