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Bucha, la strage dei russi che non convince: l’analisi di Capuozzo – Video

Il giornalista Toni Capuozzo ha pubblicato un video che pone qualche dubbio sui possibili crimini da patte dell’esercito russo contro i civili Ucraini di Bucha.

“Un po’ alla volta posterò alcuni dei video che mi hanno spinto a pormi domande” ha scritto Capuozzo.

“Il sindaco di Bucha, che TGCom24 riporta, senza dubbio alcuno, denuncia un “safari” russo a caccia di civili. Il 31 marzo (il 30 i russi se ne sono andati) celebra la Liberazione, ma non parla di morti sulle strade, né di safari”.

In un post precedente, Capuozzo aveva scritto di non ritenere impossibile che i russi, ritirandosi, avessero fatto una strage di civili. Ma la sua lunga esperienza come inviato di guerra lo ha portato a considerare plausibile anche la possibilità che gli ucraini abbiano costruito la scena.

“Ho una lunga esperienza, dal Kossovo al Libano, da Betlemme a Belgrado, di situazioni forzate, modificate, usate: in guerra ogni mezzo è buono”.

Per Toni Capuozzo il mestiere del giornalista è farsi domande, anche quelle scomode. Quindi ha riportato una sequenza di date che lo hanno sorpreso.

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“Il 30 marzo le truppe di Putin abbandonano Bucha; il 31 marzo il sindaco, davanti al municipio, rilascia una dichiarazione orgogliosa, sul giorno storico della liberazione. Non parla di vittime per le strade. Il 31 marzo Maxar Technologies pubblica le foto satellitari che rivelano l’esistenza di fosse comuni attorno alla chiesa. È una scoperta che poteva essere fatta a terra: è la fossa che pietosamente gli abitanti del posto hanno iniziato a scavare il 10 marzo per seppellirvi i propri morti nella battaglia – siamo poco lontani dall’aeroporto di Hostomel – in cui nessuno avrebbe fatto distinzioni tra civili e militari”.

L’intervista del sindaco di Bucha e le domande di Toni Capuozzo

“Il primo aprile va in onda a Ukraine TV24 l’intervista al sindaco. Non è accompagnata da alcun commento su morti per strada. Il primo aprile un neonazi che si fa chiamare Botsman posta su Telegram immagini di Bucha. Dice solo di aver trovato un parlamentare, in città, non parla di morti. Ma lo si sente rispondere a una domanda: “Che facciamo con chi non ha il bracciale blu’?” “Sparate”, risponde.

Il 2 aprile la Polizia ucraina gira un lungo filmato sul pattugliamento delle strade di Bucha (che non è enorme: 28mila abitanti). Si vede un solo morto, un militare russo, ai bordi della strada. Nel filmato, lungo 8 minuti, ci sono abitanti che escono dalle case, e passanti che si fermano a parlare con la polizia. Lieti di essere stati liberati, ma nessuno parla di morti per strada. La cosa peggiore è quando uno racconta di donne costrette a scendere in una cantina, e uomini prelevati per essere interrogati.

Il 3 aprile il neonazi su Telegram incomincia a postare le foto dei morti. A tre giorni pieni dalla Liberazione.

Il 4 aprile, ieri, il New York Times pubblica una foto satellitare che riprende i morti per strada, spiegando che è stata scattata il 19 marzo (quindi i corpi sarebbero per strada da quasi due settimane, sembrano le armi chimiche di Saddam)”. Foto: Facebook