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Campania in rivolta, la gente capisce: “Vogliono colpire fasce medio basse”

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proteste in campania

Campania in rivolta: ristoratori e altri imprenditori si sono dati appuntamento sotto il palazzo della Regione per manifestare contro il coprifuoco. 

“I dati attuali sul contagio rendono inefficace ogni tipo di provvedimento parziale. È necessario chiudere tutto fatto salvo le categorie che producono e movimentano beni essenziali”.

Sono le parole pronunciate ieri da Vincenzo De Luca. Secondo il Governatore della Campania le misure limitate in questo contesto non avrebbero alcuna efficacia.

“Dobbiamo prendere decisioni forti e definitive; ogni giorno che passa rischia di aggravarsi tutto. Propongo lockdown: per l’Italia deciderà il Governo ma per la Campania faremo ciò che riteniamo giusto”.

Campania in rivolta anche a Salerno, la città dello “sceriffo”

Prospettive, quelle del Governatore, che, se realizzate, potrebbero mettere in ginocchio l’intera economia della Regione.

Lo sanno bene alcuni imprenditori e ristoratoti che, nelle ultime ore, hanno manifestato contro il provvedimento che impone il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino seguente.

“La gente non esce, ha paura” ha detto un ristoratore ai microfoni di video informazioni. Uno dei tanti che, insieme ad albergatori, commercianti e titolari di centri sportivi, hanno manifestato davanti al palazzo della Regione Campania.

“Io che finisco di lavorare e torno alle 20 – ha spiegato il ristoratore – devo prepararmi e arrivo al ristorante per le 21:30. Nemmeno il tempo di sedermi che già mi devo alzare”.

Il ragionamento non fa una piega: considerando il tempo per ordinare, per preparare i piatti, per mangiare e per tornare a casa, il cliente dovrà correre per rispettare il coprifuoco.

Il ristoratore ha fatto notare che loro lavorano soprattutto a cena: “Stasera abbiamo fatto due coperti in un’ora”.

Secondo un altro ristoratore questi provvedimenti vanno a colpire le fasce medio basse come lavapiatti, camerieri, cuochi e tanti altri.

“Il coprifuoco è una cosa che si fa in guerra, noi non siamo in guerra” ha detto un imprenditore di Frattamaggiore, comune alle porte di Napoli, giunto fuori al palazzo della Regione insieme ad altri suoi concittadini.

Proteste che arrivano da più parti della Campania, anche da Salerno, la roccaforte del Governatore Vincenzo De Luca. Foto: Facebook