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Capezzone: «Terapie intensive al 4%, Speranza terrorizza la gente» Video

Tra gli ospiti di ieri sera a Quarta Repubblica c’era anche Daniele Capezzone, collaboratore del quotidiano La Verità di Maurizio Belpietro.

Il tema del primo blocco riguardava il lockdown per i non vaccinati, un provvedimento che di fatto esclude le persone non vaccinate dalla vita sociale.

“Se vogliamo usare una minoranza piccola come caprone espiatorio – ha detto Capezzone – ucciderli sull’altare della sicurezza della società, come in un rito tribale delle antiche società, fatelo pure, a me fa schifo. Trovo che sia una cosa oscena che copre di vergogna l’Austria e noi che ne stiamo discutendo”.

L’ex segretario dei Radicali ha detto di appartenere a un partito che pensava fosse piccolino ma che sta diventando maggioritario.

Daniele Capezzone: “Ci siamo anche un po’ rotti le palle”

“Il partito di quelli che si sono vaccinati, che hanno rispettato tutte le regole, anche quando le ritenevamo sciocche… ma adesso scusa, ci siamo anche un po’ rotti le palle”.

Poi ha spiegato: “Se tu prendi gli italiani sopra i 12 anni sono vaccinati l’86/87%. Se aggiungi i guariti arriviamo probabilmente oltre il 90%. Abbiamo rispettato tutte le regole”.

Capezzone ha riportato i dati aggiornati sull’occupazione delle terapie intensive. “In questo momento ho i dati aggiornati a ieri pomeriggio dell’occupazione nelle terapie intensive. Sai quante sono occupate? Il 4%. E nell’ultima settimana sono rimaste al 4%”.

Terrorismo mediatico. “Non ho capito perché in sede politica e mediatica da una settimana è ripartita una drammatizzazione che non ha riscontro nei dati delle terapie intensive. Mi spiace per il prof. Locatelli che un anno fa, con 700 persone, diceva «non allarmiamoci». Adesso che ce ne sono circa la metà, 400 persone, facciamo conferenze stampa col ministro Speranza che terrorizzano la gente”. 

Poi ha concluso: “In qualunque paese tu fissi delle regole e poi stabilisci dei parametri di uscita dalle restrizioni. Invece qui siamo appesi a non si sa che cosa”. Foto: Facebook