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Carlo Martelli, il senatore che distrugge il governo: «Siete voi il complotto»

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carlo martelli

L’ex Senatore dei Cinque Stelle Carlo Martelli, ora al gruppo misto, è intervenuto in Aula con parole molto dure nei confronti del Governo sulla gestione dell’emergenza coronavirus.

“Partirei dalla prima fase – ha cominciato Martelli – che chiamerei fase pre-crisi, quando ancora si commentavano i video di quello che succedeva da altre parti, veri o falsi che fossero”.

Secondo il senatore: “In quel periodo ognuno aveva giustamente la sua opinione su come si sarebbe dovuto procedere se la cosa si fosse verificata in Italia”.

La gara al catastrofismo

Per il senatore queste persone avevano una pluralità di opinioni venute meno nella fase uno. “Le categorie più esposte mediaticamente, l’ambiente medico, dei “ricercatori”, dei politici e dell’informazione, hanno cominciato a cantare tutti la stessa musica, un pensiero unico nazionale”.

Si è trattato, secondo Carlo Martelli, di “una gara al catastrofismo che ha avuto come effetto collaterale la paura. Gli italiani si sono impauriti. Anche perché li avete piazzati in casa con la televisione che mesmerizzava. In questo modo la paura di chi parlava è diventata la paura di tutti”.

Come “la paura del politico di bruciarsi, se presa la decisione sbagliata. Quella dell’immunologo da salotto che avesse detto la cosa sbagliata o del giornalista che si faceva bucare portando avanti una notizia che non era quella buona. Si sarebbero bruciati tutti, e hanno mirato alla propria preservazione”.

Questo è stato secondo Martelli il primo errore: “Perché chi esercita il potere dell’informazione, della salute o quello politico, non può permettersi questa mancanza di professionalità. Sulla base della paura avete messo guinzaglio e museruola ai cittadini”.

Carlo Martelli: “Non si può imporre un’autocertificazione”

Poi parla di quanto è accaduto e di ciò che avviene tuttora. “La gente ha cominciato ad avere paura di uscire di casa, paura di tutto, compreso – e qui parlo del secondo errore – delle forze dell’ordine”.

Cita “cose assurde” come la “municipale che secondo folli ordinanze doveva aprire la busta della spesa delle persone per controllare se era coerente con l’ordinanza che diceva di spendere più di 50 euro”.

In questa fase “il Governo avrebbe dovuto dire a questa gente, che questa è una perquisizione personale e richiede un’autorizzazione. Neanche la Guardia di Finanza ti può chiedere lo scontrino: può chiedere la prova dell’acquisto ma senza controllare quanto hai speso e cos’hai comprato”. 

Per l’ex senatore Cinque stelle “andava chiarito che la mancanza di professionalità non era ammissibile, che bisognava avere la perfetta conoscenza delle norme, per esempio che non si può imporre un’autocertificazione”

E in proposito dice: “La legge dà la facoltà di certificare non l’obbligo. Io non posso essere costretto, a meno che non ci sia un provvedimento di portata normativa che cambia la 445 del 2000. Non posso essere costretto ad autocertificare e men che meno farlo con il mio stato di salute, cosa espressamente vietate da quella norma”.

Task force e “professionisti dell’informazione”

Poi parla della rete, dove “sono cominciate a circolare altre notizie confermate. Cose del tipo: «Ma le altre nazioni non fanno questo». Oppure articoli di giornali palesemente fuorvianti come: «Un ragazzo di 30 anni il più giovane morto per coronavirus» e poi in piccolo «Era in coma irreversibile da tre anni, gli avevano sparato in testa»”.

Lockdown in Svizzera?

Seguici su Oltre.tv (y)Se anche tu sei un italiano che vive all'estero e vuoi aiutare gli italiani in Italia a capire cosa sta succedendo, scrivici in privato.Ringraziamo per i video Nicola Zanni: https://www.facebook.com/nicola.zanni.18Attenzione, specifichiamo due cose:1. la scritta "La Svizzera confina con la Lombardia ma sembra che il virus colpisca solo l'Italia" l'abbiamo inserita noi di Oltre tv, non il signor Zanni che ci ha solo passato il filmato senza scritte;2. il signor Zanni, come spiega nel video, non vive in un cantone di frontiera e ci ha spiegato: «Nei cantoni di frontiera di casi ne abbiamo avuti anche noi, anche se mai situazioni critiche».Ad ogni modo, e su questo pensiamo che saranno tutti d'accordo, il più lontano dei cantoni svizzeri è sempre più vicino alla Lombardia di tante regioni d'Italia…

Posted by Oltre.tv on Thursday, May 14, 2020

Chiede giustamente se questo è davvero giornalismo, se questa è l’informazione. “Poi però qualcuno lo ha fatto notare ed è scattato il ministero unico della verità, che potrei definire il custode della verità unica nazionale”.

Un ministero unico della verità che “decide cos’è giusto e cosa non è giusto, cosa va rimosso e cosa va censurato. Ed è successo che sono state rimosse interviste a premi Nobel”.

A proposito delle task force. “Voi avete sdoganato quello che in altri tempi avremmo chiamato il deep state, lo stato profondo, cioè lo stato dietro lo Stato che prende decisioni senza legittimazione popolare”.

Carlo Martelli: “Siete voi il complotto”

E ancora: “Questo deep state sono quelle che voi chiamate task force, le unità operative che decidono autonomamente e chiedono uno scudo penale. La domanda vera che tutti ci dobbiamo porre è: ma a queste persone, che fanno parte di queste unità operative, che incipit arrivano?”

Si spiega: “Chi ha un canale preferenziale con quella persona che sta a Londra, può proporre qualche cosa che sta nei decreti e il cittadino non lo saprà mai”.

Quindi fa notare che “Nel momento in cui il potere esecutivo delega a uno stato occulto, il deep state, l’esecuzione di procedimenti e provvedimenti che, a detta del Governo, cambieranno la vita degli italiani… credo che la parola complottista non la potete usare perché siete voi il complotto”.

E conclude: “Siete voi che avete sdoganato questa pratica che è il peggio della democrazia e che purtroppo è nel pieno progetto di uno dei fondatori del maggiore partito che c’è qua dentro, per il quale la democrazia doveva essere sostituita da un’altra cosa. Perché il Parlamento era superato e le decisioni le prendeva la rete nella sua collettività. Bene, questa non è democrazia”.