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Carlo Taormina: «Scudo penale per il governo? La gente farà una rivolta»

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carlo taormina

L’avvocato Carlo Taormina in queste settimana sta lavorando a una denuncia pensale nei confronti dell’attuale Governo, accusato di aver mal gestito l’emergenza coronavirus.

“A costo di incatenarmi davanti alla Procura di Roma, questi la devono pagare perché hanno sulla coscienza almeno 10.000 morti e non mi basta la responsabilità politica che li porti a essere cacciati dal governo. Li voglio vedere in galera”. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per un’intervista.

Lei parla di “strage di Stato”, parole forti, può spiegarci perché dovremmo considerarla tale?

“Così come ho detto nella denunzia che ho presentato alla Procura di Roma, ritengo che ci siano delle responsabilità del Governo e di coloro che lo hanno consigliato, bene o male lo deciderà l’autorità giudiziale, perché dopo avere avuto consapevolezza piena di quella che era la situazione fin dai primi di gennaio, esattamente dal giorno 5, il Governo sapeva come stessero le cose.

Era stato avvertito dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) attraverso le notizie che provenivano dalla Cina, tant’è che subito dopo, sia l’OMS che il Governo italiano, hanno dichiarato lo stato di emergenza.

La Cina raccomandava sin da quel momento di chiudere tutto e subito. Loro non lo hanno fatto e per 40 giorni circa hanno fatto circolare il virus che ha determinato un accatastamento di contagiati e un’altrettanto accatastamento di morti.

Dei 14 mila morti che contiamo oggi, almeno 10mila potevano essere salvati. Sono state scelte effettuate dal Governo, con l’ausilio o contro il parere dei consulenti tecnici lo stabilirà l’autorità giudiziaria, e questo è sicuramente un comportamento colposo, che ha determinato la propagazione del virus che si chiama epidemia”.

Carlo Taormina: “Scudo penale? La gente farà una rivolta

Sempre per tenersi sul “leggero”, lei ha parlato di “Stato criminale”, ha detto che non sono sottovalutazioni ma delitti: pensa che ci siano i presupposti per la sua denuncia penale?

“Se ho fatto una denuncia penale la mia convinzione è assolutamente questa, al di là del fatto che sia l’autorità giudiziaria a stabilirlo. Tutti parlano di sottovalutazione e a tutti i livelli: governativi, tecnico amministrativi, medici e virologi.

Tutti sono d’accordo che si tratti di una sottovalutazione. Ed è quella di non aver fatto una diagnosi esatta sulla base dei dati di cui si disponeva e che erano assolutamente univoci, al punto tale che l’OMS aveva già predetto che ci sarebbe stata un’epidemia e che il governo era a conoscenza del comunicato fatto dalla Cina. Ma non solo, aveva due cinesi che erano stati ricoverati allo Spallanzani, che grazie a Dio si sono salvati.

Ci sono tutti gli elementi per dire che quando parliamo di sottovalutazione è una formula felpata perché, in realtà, sottende all’affermazione che si tratta di comportamenti erronei, colposamente erronei. E la colpa è un elemento di responsabilità penale perché il codice conosce il reato di epidemia colposa.

Se come leggo dalle notizie di questi giorni, che sono stati presentati emendamenti per la conversione e la depenalizzazione (scudo penale) dell’epidemia colposa, questa è la dimostrazione che probabilmente, anzi, sicuramente, ho colto nel segno.

Parla di esclusione della punibilità per tutti i comportamenti colposi e che riguarda il personale medico, dipendenti ma anche dirigenti amministrativi e pubblici quindi, se sarà approvato, il Governo potrà chiedere lo scudo penale.

Ma stia tranquillo che, se dovesse accadere, la gente farà una rivolta. Avere comportamenti penalmente rilevanti significa essere criminali, in questo senso spiego la formula che può apparire forte ma che rispecchia tecnicamente la situazione”.

Le responsabilità: “Chiudere tutto e subito”

In un ipotetico processo, chi è che dovrà difendersi? Il governo tutto? Il presidente del Consiglio? Qualche ministro?

“Le responsabilità si contano su governanti e tecnici. Qui due sono le cose: o i tecnici hanno dato cattivi consigli al Governo, ma il Governo era in possesso di tutte quelle notizie di cui sopra, e quindi si è regolato secondo indicazioni provenienti da consulenti incapaci – quella che noi chiamiamo una “culpa in eligendo” – che è comunque una colpa per aver scelto male i propri collaboratori. Oppure, come credo sia più probabile, i consulenti, a cominciare dall’ISS, hanno dato il consiglio giusto, ovvero chiudere tutto e subito.

Questo significa che non solo il Governo aveva quelle notizie per le quali si sarebbe dovuto comportare chiudendo tutto, ma aveva anche un’indicazione quasi vincolante di medici e virologi. Non averlo fatto aggrava le loro responsabilità. Non possiamo parlare di dolo perché sarebbe una situazione eccezionale ma, sul comportamento colposo, non vi è dubbio.

All’epidemia colposa si aggiungono tutte quelle responsabilità per gli omicidi colposi nei confronti di quei 10mila morti in più rispetto a quelli che avremmo avuto se avessimo chiuso prima. In sostanza governanti e tecnici risponderanno se hanno lavorato di concerto mentre, se i tecnici dovessero dichiarare di aver detto di chiudere immediatamente ogni cosa, ne risponderà soltanto il Governo.

Ho avuto due confronti: con il professor Massimo Galli, del Sacco di Milano e con il virologo Pregliasco. Il primo ha fatto anche una dichiarazione pubblica, dicendo che sì, sono stati fatti errori non chiudendo subito e il secondo, anche se in maniera più diplomatica, ha detto praticamente la stessa cosa.

Questo mi fa dire che, con molta probabilità, il 31 gennaio si sono espressi dicendo che si doveva chiudere tutto e subito. Non è stato fatto e qualcuno ne dovrà rispondere”.

“Oggi vivremmo in ben altra situazione”

Se il Governo avesse agito prima, procurando magari più posti letto alle terapie intensive, sull’approvvigionamento di ossigeno o lavorando sul reclutamento di medici e infermieri, avremmo potuto anche evitare queste restrizioni?

“Le restrizioni di oggi le avremmo sicuramente potute evitare perché, se al 31 gennaio si chiudeva tutto, in 20 giorni si risolveva il problema e oggi vivremmo in ben altra situazione. Di morti ce ne sono ogni giorno e sono il frutto della impossibilità di poterli assistere”.

In questi ultimi 15 giorni, soltanto nel salernitano, ci sono stati 3 suicidi. Non so dirle con esattezza quanti ne siano in Italia dall’inizio dell’emergenza. Di chi è la responsabilità di questi morti? E delle persone che vivono in condizioni economiche precarie?

“Noi siamo abituati giustamente a parlare di responsabilità politiche, che certamente ci sono ed è bene che gli incompetenti vadano a casa, ma qui ci sono responsabilità penali. Le persone che si sono suicidate, le altre che si suicideranno, la gente che morirà di fame, sono tutte conseguenze che dal punto di vista giuridico, diventa complicato mettere insieme.

Dire che c’è un rapporto di causa ed effetto tra quello che ha fatto il Governo e ciò che si è verificato è complicato ma c’è! Quello che non è possibile dimostrare dovrà essere coperto dalle responsabilità politiche ma per quello che sarà possibile dimostrare è giunto il momento di metterli alla sbarra e giudicarli”.