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Carlo Vulpio: «Se le cose sono diverse da come sono state raccontate…»

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carlo vulpio bergamo

Un recente video di Carlo Vulpio (che potete vedere in fondo a questa pagina) sulle mancate autopsie sui morti per covid-19 ha ottenuto un grande successo. Abbiamo raggiunto il giornalista del Corriere della Sera per qualche domanda.

Ciao Carlo. Nel tuo ultimo video hai toccato uno di quei temi che tanti tuoi colleghi evitano. Ne hanno parlato pochi siti e, addirittura, un video su YouTube è stato rimosso. Tu noi hai paura del Ministero della Verità?

No. E non bisogna averne. Anche se con il coronavirus stiamo assistendo a una prova generale di Verità Unica e Assodata, e quindi alle prove generali di un orwelliano ministero della Verità.

Tutto ciò che risulta dissonante dalle “verità” ufficiali è immediatamente bollato come fake news o tacciato di complottismo. Anche se si tratta di semplici interrogativi, o di critiche argomentate. Non sono ammessi, né sui giornali, né in tv. E sono occhiutamente filtrati anche sul web.

Una diagnosi sbagliata?

Se fossero state effettuate delle autopsie da subito, cosa sarebbe successo? Se si fosse scoperto a marzo che la causa di alcune morti non era la polmonite interstiziale doppia ma la coagulazione intravascolare disseminata, si sarebbero potute salvare delle vite?

Penso proprio di sì. Lo hanno detto i medici, anche italiani, dopo le autopsie eseguite a Bergamo. E lo hanno ribadito i medici tedeschi, per esempio l’istituto universitario di Amburgo. In Germania le autopsie le hanno eseguite e ne hanno ricavato un insegnamento prezioso per affrontare il virus.

Tutti, medici italiani e tedeschi, e di ogni parte del mondo, concordano su un fatto, che è persino ovvio: se sai che il virus può uccidere il paziente per trombosi vascolare, e non per polmonite interstiziale, non intubi il paziente e non ricorri alla ventilazione. In altre parole, non adotti una terapia sbagliata in esecuzione di una diagnosi sbagliata.

Chi dovrebbe assumersi la responsabilità di queste diagnosi sbagliate? I medici o il governo che, di fatto, aveva vietato le autopsie nonostante la circolare stessa affermi che «il paziente deceduto non è fonte di dispersione del virus nell’ambiente»?

I medici hanno agito in buona fede. Non si può rimproverare loro di avere sbagliato diagnosi. Se non altro, perché non sapevano, e tutt’ora non sanno, con che cosa esattamente avevano a che fare. Ma un ministero, un governo, che emanano una circolare che “sconsiglia” le autopsie, di fatto vietandole, deve rispondere di tutte queste morti.

La legge è chiara nell’elencare i casi in sui l’autopsia è obbligatoria. E questo dell’epidemia è uno dei casi previsti dalla legge. Allora perché una circolare, che per le autopsie ricorre al condizionale “non si dovrebbe”? Perché questa “dissuasione”, che in realtà è di fatto un divieto?

I dati dell’Iss

Sul sito della Protezione Civile, sotto al numero dei 31.000 decessi, è scritto: «Conferma dati in attesa di ISS». Ma quando arriverà questa conferma (o la smentita) se le autopsie non sono state effettuate e i cadaveri sono stati cremati?

Questi dati non li conosceremo mai. L’Iss ha lavorato bene finché ha potuto farlo, cioè in presenza di cartelle cliniche e di dati completi, tra i quali rientrano ovviamente anche i dati autoptici.

Ma se le autopsie non sono state eseguite, né si possono più eseguire perché non ci sono più i cadaveri, non ci saranno mai nemmeno quei dati che sarebbero stati utilissimi alla comprensione e al contrasto del virus. Ripeto, qualcuno dovrà rispondere di tutto questo. Altro che mascherina sì e mascherina no, di giorno sì e di notte no.

Carlo Vulpio: “Un Governo di mentecatti”

Questa sembrerebbe essere la situazione in Svizzera, in Portogallo e in tanti altri Paesi. Appare chiaro che in Italia la percezione del pericolo sia molto maggiore. Però delle due l’una: o ha ragione il nostro governo o hanno ragione i governi degli altri Stati. Nel primo caso ci dovremmo aspettare un numero incredibile di contagi e morti fuori dall’Italia. Ma se questo non avviene, come non sta avvenendo, significa che è più probabile la seconda opzione. Se così fosse, se in Italia il governo avesse esagerato violando tutti i diritti dei cittadini e provocando le conseguenze disastrose (sociali, economiche, sanitarie e psicologiche) alle quali stiamo andando incontro, cosa potremmo fare?

Vedremo già entro questa estate come evolverà la situazione, in Italia e nel resto del mondo. Personalmente, da ciò che ho capito io, sono ottimista. Intanto, è indiscutibile che i diritti fondamentali, la Costituzione, il buon senso, l’economia, il morale e il sistema immunitario della popolazione italiana sono stati fatti a pezzi da un uso scellerato della decretazione d’urgenza e dalla incapacità della peggiore classe politica che abbiamo mai avuto dal secondo dopoguerra.

Anche per questi motivi, al di là dell’efficacia che potrà avere se si riuscirà a insediarla, ho firmato la petizione a favore di una commissione parlamentare d’inchiesta sul coronavirus. La storia di ciò che stiamo vivendo va ricostruita per bene e con onestà intellettuale. Non è certamente la Verità Unica e Assodata propalata dal ministero della Verità di un governo di mentecatti.

E se si appurerà che le cose stanno diversamente da come sono state raccontate – conclude Carlo Vulpio –  i responsabili devono pagare. Non con la galera, non serve. Ma con l’esilio.

AUTOPSIE VIETATE DAL MINISTERO DELLA SALUTE. PERCHÉ? Eppure è stato grazie alla intuizione di alcuni medici che le hanno eseguite, se oggi sappiamo che il Covid-19 ha ucciso per trombosi e non per polmonite interstiziale.

Posted by Carlo Vulpio on Thursday, May 14, 2020