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CasaPound: pubblicava post con stupratori di colore, arrestato per stupro

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Arrestato stamane il consigliere comunale di CasaPound Francesco Chiricozzi, le accuse sono pesantissime: stupro e lesioni aggravate.

Una bruttissima vicenda quella di Vallerano, in provincia di Viterbo. Secondo quanto trapelato dalle indagini, il consigliere comunale di CasaPound, Francesco Chiricozzi, insieme a un complice, avrebbe abusato di una donna di 36 anni per diverse ore.

Il fatto, che risale al 12 aprile scorso, ha scatenato le immediate reazioni da parte di CasaPound che lo ha espulso dal movimento; sono poi seguite le dimissioni da consigliere.

CasaPound sul caso Chiricozzi

“Il consigliere di CasaPound che è stato arrestato con l’accusa di stupro, è stato espulso da CasaPound e si è dimesso da consigliere comunale”.

Queste le dichiarazioni del vicepresidente del movimento di estrema destra Simone Di Stefano, che aggiunge: “Qualora e se risultassero colpevoli, auspico pene durissime come per ogni altro infame stupratore. Castrazione compresa”.

Anche il presidente del movimento, Gianluca Iannone, ha voluto commentare l’arresto: “Mai nella storia di CasaPound è accaduto un episodio come questo, è un atto contrario alla nostra visione del mondo. Aspettiamo che la giustizia faccia chiarezza e speriamo che i nostri due militanti non siano colpevoli”.

Francesco Chiricozzi aveva pubblicato sul suo profilo Instagram l’immagine di un vecchio manifesto del regime fascista in cui si vede una giovane donna italiana stuprata da un uomo di colore e la scritta: “Difendila! Potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia”. Sembra assurdo ma lo ha postato proprio Chiricozzi.

Sconvolto anche il Sindaco che, riferendosi alla famiglia del consigliere, parla di persone perbene. Pare infatti che i genitori stiano vivendo malissimo questa vicenda; del resto, non potrebbe essere altrimenti.

Dura la condanna anche da parte del vicepremier Matteo Salvini che torna a parlare di castrazione chimica: “Nessuna tolleranza per pedofili o stupratori: la galera non basta, ci vuole anche una cura. Chiamatela castrazione chimica o blocco androgenico, la sostanza è che chiederemo l’immediata discussione alla camera della nostra proposta di legge”.