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Casi Svezia bassissimi senza lockdown, mascherine e seconda ondata

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casi svezia Anders Tegnell

Mentre l’Europa sta vivendo un’impennata dei casi di Covid, la Svezia ancora una volta si distingue. Forse la loro strategia non era così sconsiderata.

La Svezia è stata molto criticata per aver scelto, nel pieno dell’emergenza, misure meno drastiche rispetto agli altri paesi europei.

Ma oggi la scelta del paese scandinavo sembra essere ripagata. Infatti, mentre nel resto d’Europa si registrano impennate di casi, la Svezia ha uno dei tassi più bassi del continente.

A riportare la notizia è stato The Guardian. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha esaminato 31 Paesi europei.

Rispetto ad altri Paesi, i casi registrati in Svezia sono molto inferiori. L’andamento della scorsa settimana, in altri stati, era simile a quello di marzo.

Il totale cumulativo di nuovi casi per 100.000 abitanti registrati negli ultimi 14 giorni è 29,4 in Svezia, 287,2 in Spagna, 166,9 in Francia, 80,7 in Belgio e 59,3 nel Regno Unito.

I dati dell’agenzia sanitaria nazionale svedese hanno mostrato che solo l’1,2% dei 120.000 test effettuati la scorsa settimana è risultato positivo.

Per quanto riguarda i ricoveri e i morti, sono tredici i casi di pazienti Covid in terapia intensiva e non ci sono stati decessi negli ultimi sette giorni.

L’epidemiologo Anders Tegnell sui casi in Svezia

In un’intervista rilasciata a France 24, il capo epidemiologo della Svezia ha dichiarato: «Non abbiamo la recrudescenza della malattia che hanno molti Paesi».

È lui l’artefice del modello adottato dal governo scandinavo che non ha optato per il blocco totale ma per una strategia più sostenibile.

Cosa ha fatto la Svezia per arginare l’emergenza. Nessun lockdown e nessuna chiusura. Solo le scuole superiori e le università sono state chiuse ma per un breve periodo. Non c’è mai stato l’obbligo delle mascherine. I negozi e i ristoranti hanno ridotto il numero di persone che potevano entrare senza mai chiudere.

È stato chiesto agli svedesi di astenersi dai viaggi non strettamente essenziali e, se possibile, di lavorare da casa.

Anche gli anziani sono stati tutelati suggerendo loro di non uscire ma senza prevedere sanzioni.

Alla popolazione hanno chiesto (non imposto) di rispettare il distanziamento fisico. L’unico divieto era per gli assembramenti ma solo oltre le 50 persone.

Sull’elevato tasso di mortalità della Svezia, Tegnell ha spiegato che, più che alla strategia, era legato al fallimento della prevenzione dei casi nelle RSA: «Qualcosa è andato storto».

Anche Jonas Ludvigsson, professore di epidemiologia presso il rispettato Karolinska Institutet di Stoccolma, ha dichiarato: «La strategia della Svezia è stata coerente e sostenibile. Probabilmente ora abbiamo un rischio inferiore di diffusione qui rispetto ad altri paesi». Foto: YouTube