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Cheese challenge: fare questa cosa a dei bimbi per finire sul web – Video

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cheese challenge

Si chiama “Cheese challenge” l’ultima sfida social che consiste nel lanciare fette di formaggio fuso contro i volti di bambini inermi tra le risate di chi li filma.

Non importa se contro tuo figlio, il tuo fratellino, un cugino o un amico. Non conta nemmeno l’età. L’importante è saper mirare bene ai visi dei malcapitati.

A darne la notizia è il blog svizzero “20 minuten tramite un breve articolo in cui è possibile visualizzare un video Twitter dei primi partecipanti al gioco.

Le reazioni dei bimbi variano dallo stupore allo spavento. Alcuni restano immobili, altri cercano di liberarsi dal formaggio appiccicoso, qualcuno ne approfitta per mangiarselo.

Cheese challenge e non solo… le sfide senza limite

Tra le sfide virali c’è chi si mette alla prova rimanendo in equilibrio sul tetto di un’auto e chi mangia una capsula di detersivo per lavatrici.

Ma sebbene questo sembri divertire gli sfidanti, in molti invece non vedono nulla di così esilarante in ciò che potrebbe rasentare il maltrattamento su minori.

“Come si può solo pensare di lanciare qualcosa contro un bambino” – commenta un lettore – “il mondo sta completamente morendo a causa dei social network!”

Altri invece vedono in questa sfida un enorme spreco alimentare a dispetto delle migliaia di persone nel mondo che a causa della povertà non possono cibarsi.

La notizia di questa bizzarra competizione social è stata immediatamente intercettata da don Fortunato Di Noto e la sua attivissima associazione Meter Onlus.

“È un’idiozia” taglia corto dalla sua pagina Facebook don Di Noto, da anni impegnato nella lotta contro lo sfruttamento e gli abusi sui minori.

Il fenomeno “Challenge” nasce con l’obiettivo di divertirsi, fare qualcosa di creativo in modo semplice magari anche facendo del bene come accadde per l’Ice Bucket Challenge.

In quella sfida la gente (VIP inclusi) si versava secchiate d’acqua ghiacciata in testa per la sensibilizzazione e la raccolta di fondi a favore della ricerca sulla SLA.

Ma quando si arriva a mettere in pericolo la propria incolumità, la propria dignità o quella degli altri, specie se si tratta di bambini, allora bisogna prendere una netta presa di posizione contro gli autori e chiedere alle piattaforme social maggiori controlli.

Daniele Cassano

Classe 1990, originario di Bari. Marito, papà, coordinatore ufficio risorse umane per un'importante azienda italiana di multichannel customer interaction. Dal 2016 sono a Tirana, capitale dell'Albania dove lavoro e dove vivo con la mia famiglia. Appassionato di lettura e scrittura ma non disdegno cinema e musica.
E-mail: cassano.dan@gmail.com
Daniele Cassano