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Chinda Brandolino, il medico a capo della rivolta argentina: pandemia falsa

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chinda brandolino manifestazione argentina

Chinda Brandolino è una dottoressa argentina che sta contestando il vaccino dell’Università di Oxford contro il coronavirus.

Un personaggio che ha ricevuto non poche critiche, a cui hanno spesso associato appellativi come “nazista” e “anti-vaccini”.

Chinda Brandolino sembra condividere il destino comune di molti medici fuori dal coro: essere infangati sia professionalmente che personalmente.

La dottoressa argentina ha iniziato a far parlare di sé dopo un’intervista rilasciata alla famosa conduttrice televisiva Nicole Neumann in cui aveva definito falsa la pandemia.

Chinda Brandolino, il medico in rivolta per il vaccino

Il 17 agosto a Buenos Aires si è svolta una manifestazione contro la limitazione della libertà a causa delle misure anti-Covid.

Le strade della capitale argentina si sono riempite di persone che ritengono esagerate le misure di contenimento iniziate il 20 marzo e prolungate fino al 30 agosto.

Nelle strade di Buenos Aires, insieme alla moltitudine di manifestanti, c’era anche la dottoressa Chinda Brandolino.

Qualche giorno prima della manifestazione la dottoressa argentina aveva invitato tutti a partecipare.

#17A

¡Queridos amigos: despertemos! 🇦🇷🇦🇷🇦🇷17 de agosto, en las plazas de nuestro país reclamamos nuestra libertad y nuestra dignidad; no somos ni seremos conejillos de indias, ni esclavos de ninguna tiranía. #17A

Posted by Chinda Brandolino on Sunday, August 16, 2020

«Cari amici, svegliamoci, rivendichiamo la nostra libertà e la nostra dignità. Non siamo e non saremo cavie, né schiavi di alcuna tirannia».

Oltre alle misure di contenimento, ha contestato la scelta del presidente Alberto Fernández di produrre in Argentina tutte le dosi necessarie all’America Latina del vaccino di Oxford.

Durante la marcia del 17 agosto Chinda Brandolino ha fatto un intervento in cui ha dichiarato che è un inganno dire alle persone che sono malate anche se non sono presenti sintomi: «Chi non ha sintomi è sano».

Ha poi criticato l’obbligo all’uso delle mascherine perché più dannose che utili per la salute: riducono l’apporto di ossigeno e favoriscono la proliferazione di germi al loro interno.

Il malcontento per le restrizioni e gli obblighi imposti ancora oggi, nonostante i dati parlino di una situazione sotto controllo, è sempre più crescente.

Marce e proteste non si limitano infatti alla sola Argentina, anche in altri Paesi continuano a scendere in piazza tutti quei cittadini che rifiutano l’idea della “nuova normalità”.