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Salute

Cisl Medici Lazio contro l’ordinanza sulla vaccinazione obbligatoria

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La Cisl Medici Lazio chiede alla Regione di Zingaretti un tavolo di confronto con i sindacati sull’Ordinanza che detta l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale.

La decisione calata dall’alto, senza alcuna discussione preliminare, non dev’essere piaciuta ai diretti interessati che, questa volta, sono proprio i medici.

L’Ordinanza obbliga alla vaccinazione antinfluenzale i medici, il personale sanitario, quello sociosanitario di assistenza e gli operatori di servizio di strutture di assistenza.

«La mancata vaccinazione – si legge nell’Ordinanzanon giustificabile da ragioni di tipo medico, comporta l’inidoneità temporanea a far data dal 1° febbraio 2021, allo svolgimento della mansione lavorativa».

La posizione della Cisl Medici Lazio

Il dottor Luciano Cifaldi, segretario regionale della Cisl Medici Lazio, ha trasmesso un comunicato stampa in cui si evidenzia che «sarebbe stato opportuno, se non doveroso, aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per approfondire il fondamentale tema del rapporto tra la tutela della salute, intesa come interesse della collettività, e la sua garanzia quale diritto della singola persona».

Il sindacato «si appella alla sensibilità politica ed istituzionale dell’Assessore alla Sanità per iniziare un confronto su temi e diritti costituzionalmente garantiti».

Per chiedere alcuni dettagli abbiamo contattato telefonicamente il dottor Cifaldi, che ha risposto cordialmente e pazientemente a ogni domanda.

Per Cifaldi «si rischia di avere un conflitto tra la libertà individuale, garantita dalla Costituzione e l’assoluta necessità di tutelare la salute pubblica proponendo e attuando vaccinazioni collettive. Un conto sarebbe una forte raccomandazione per gli operatori sanitari, un altro è l’obbligo».

Il dottore ci spiega: «al di là della mia posizione personale – io sono un medico, sono oncologo, credo nel primato della scienza e credo anche nelle vaccinazioni – io rappresento un’associazione di colleghi e non tutti sono d’accordo con questa obbligatorietà».

A questo punto abbiamo chiesto al dottore come mai, se i vaccini sono sicuri ed efficaci al 100% (come vuole far credere una certa corrente scientifica), alcuni medici sono contrari all’obbligo?

Cifaldi ci ha risposto facendo prima una premessa: «Io non sono il più grande esperto di vaccini e comunque non esistono farmaci sicuri al 100% ed efficaci al 100%, altrimenti non ci sarebbero gli effetti collaterali e gli effetti indesiderati». Poi ha specificato: «Nel comunicato non c’è una posizione anti vaccino. Il punto è che non si è sentita la necessità di parlarne almeno con i sindacati. È l’obbligatorietà che determina una riflessione anche critica».

Vaccinazioni obbligatorie e libertà di scelta

Abbiamo provato a incalzare: «Perché i medici, su loro stessi, vogliono far valere il diritto alla libertà di scelta ma non citano gli over 65, anche loro obbligati alla stessa vaccinazione antinfluenzale e i bambini (per i quali è fortemente consigliata)?»

La risposta è stata sobria: «Io rappresento un’organizzazione sindacale qui nel Lazio. Se io mi fossi allargato a disquisire sugli over 65 e sui bambini, avrei rischiato di essere pesantemente frainteso. Io mi sto limitando alle mie prerogative sindacali. Appositamente non ho parlato degli over 65 e dei bambini ma non per disinteresse, perché non è il mio campo e non è un aspetto di mia specifica competenza. La mia è una forma di rispetto».

«Quindi in un certo senso lei dice: io rappresento questa categoria e per la mia categoria chiedo la libertà di scelta».

«Ha fatto una sintesi perfetta». – Foto: Facebook e Pixabay