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Codogno città fantasma: «Abbiamo paura di una crisi psicologica»

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A Codogno si può camminare ma la zona rossa è blindata: per il piccolo paese in provincia di Lodi è iniziata la quarantena

Strade deserte e attività chiuse, pochi passanti rigorosamente muniti di mascherina, le ultime, perché completamente esaurite dalla farmacia di zona.

Sono le immagini che arrivano da Codogno mandate in onda da Mattino Cinque dove, in collegamento con lo studio, c’era Carlo, titolare di una storica pasticceria del luogo.

“Fortunatamente – ha detto il pasticcere –  non abbiamo problemi di salute, stiamo bene. Siamo in attesa che gli eventi ci aiutino a uscire da questa emergenza”. 

Codogno e la paura di una crisi psicologica

Il signor Carlo ha raccontato di una situazione molto difficile ma, almeno per la sua famiglia, problemi di scorte alimentari non ce ne sono. “Forse siamo dei privilegiati: qui non mancano burro, farina, uova… siamo pasticceri”.

Poi parla della drammatica situazione che riguarda le piccole e medie imprese di Codogno e di tutte le aree sotto osservazione.

“Uno dei temi che sono stati poco toccati è proprio quello dei danni economici. Noi abbiamo dovuto buttare chili e chili di crema pasticciera, panna e molti dolci che erano già stati preparati. Per non parlare degli ordini che sono stati giustamente annullati: tutta roba che abbiamo dovuto buttare via”.

Carlo ha fatto presente di essere uno della “vecchia scuola”, di quelli abituati a non buttare via niente e trovarsi costretto a farlo non è stato facile.

“Oltre al danno sulle materie prime, c’è anche quello dei mancati incassi – ha continuato a raccontare – . Ma la vera paura è quella di andare in crisi psicologica e allora cerchiamo di uscire per ritrovarci con amici e parenti”:

E conclude: “Come ho già detto la situazione è difficile, soprattutto per chi, come noi, è abituato a lavorare tutto l’anno ed è costretto a rimanere fermo a girarsi i pollici”.