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Commerciante Isola d’Elba senza mascherina: «Vi dovete ribellare!» Video

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commerciante isola d'elba

L’episodio è avvenuto sull’Isola d’Elba: Mauro Morosi, un commerciante, è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e multato per non aver indossato la mascherina all’aperto.

“Pubblico questo post per spiegare quello che è successo ieri sera davanti al mio negozio, davanti a decine di testimoni” ha scritto Morosi su Facebook.

Oltre a descrivere l’accaduto, Mauro ha caricato un video in cui lo si vede circondato da alcuni agenti di Polizia.

“Come tutte le sere ero a fare il mio lavoro all’esterno del mio negozio sul lungomare di Marina di Campo” ha scritto.

Il racconto del commerciante dell’Isola d’Elba

“Davanti al negozio c’era tutta la mia famiglia, mio padre, mia madre, mia moglie, mio cognato con la sua famiglia e i miei cari amici in attesa che finissi di lavorare”.

Il commerciante ha detto di aver visto circa sei o sette pattuglie tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, dirigersi verso il porto per parcheggiare le vetture.

Gli agenti sarebbero poi tornati indietro a piedi, fino al suo negozio, dove avrebbero intimano ai familiari, seduti sul muretto di fronte, di indossare le mascherine.

“Tra mugugni di disapprovazione – scrive Morosi – tutti la indossano ma al questore in giro con i suoi uomini non basta e chiede i documenti a mio padre e mia moglie”.

Anche a Mauro, che si era avvicinato per capire cosa stesse succedendo, gli è stato intimato di indossare la mascherina.

“Io dico no – ha raccontato – gli spiego educatamente che siamo all’esterno e intorno a me non c’è nessuno quindi non sono obbligato a indossarla”. Da questo momento in poi iniziano i problemi.

La versione del commissario

Secondo quanto dichiarato da Pietro Scroccarello, il dirigente del commissariato di Pubblica Sicurezza di Portoferraio, Mauro avrebbe reagito “urlando, agitandosi e dichiarando che gli operatori stavano disonorando la propria divisa e citando varie teorie complottistiche sull’emergenza Covid”.

Il commissario conferma che Morosi aveva ottemperato alla richiesta di fornire i documenti ma poi aggiunge: “L’uomo iniziava ad allontanarsi dalla zona del controllo esortando la folla presente a reagire, urlando offese al personale operante ed incitando a più riprese la folla ad una protesta e reazione contro gli operatori delle forze dell’ordine”.

La versione del commerciante è diversa. Dopo aver mostrato i documenti e chiesto agli agenti di verbalizzare, Mauro racconta che il commissario “continuava ad avvicinarsi a me per non avere la distanza di sicurezza e nel mentre mi accusava di allontanarmi dal luogo del fermo anche se alla fine giravo in tondo ad un cestino con le mani alzate per mantenere la famosa “distanza di sicurezza” senza assolutamente avere atteggiamenti provocatori o violenti”.

Quindi lo avrebbero accerchiato e bloccato alla gola: “A quel punto, e solo a quel punto – ha continuato Morosi – ho esortato la folla a difendermi come si vede nel video. Io non ho opposto nessuna resistenza”.

L’intervista

Abbiamo contattato Mauro telefonicamente. “Hanno trattato mio padre, un uomo di 70 anni e la persona più onesta che conosco, come un teppistello”.

“Il questore mi si avvicinava muso a muso per non avere la distanza mentre io facevo passi indietro per mantenerla. Avevo le mani alzate e dichiaravo continuamente la mia volontà di non opporre resistenza”.

“C’erano assembramenti di ragazzi ubriachi ma loro – riferendosi agli agenti – sono venuti direttamente dalla mia famiglia”.

Quando gli abbiamo fatto notare che c’era chi dubitava del suo racconto, perché il video non era completo, lui ha risposto di avere decine di testimoni che possono confermare.

“Nel mio post ho anche chiesto di pubblicarlo [il video integrale] se qualcuno ne era in possesso. Se non fosse come ho raccontato, per quale motivo dovrei avanzare una richiesta simile?”

Mauro pensa di essere un personaggio scomodo perché invita tutti alla disobbedienza civile. “Ma questa è una cosa che non posso provare”.

Abbiamo chiesto perché si ritenesse un disobbediente: “Perché non accetto la narrazione politica, mediatica e sanitaria del Covid”.

Abbiamo anche chiesto il nome del suo negozio ma lui è stato irremovibile: “Non voglio farmi pubblicità, come pensa qualcuno, non ne ho bisogno, ci sono cose più importanti”.

“In negozio la mascherina la uso sempre perché ho paura che mi fanno chiudere. Ma all’esterno mai. E non la indosso neanche dopo quello che è successo”.

Mauro è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, oltre ad aver preso un verbale per non aver indossato la mascherina.