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La comunità cinese offre una lezione di umanità ad alcuni italiani

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comunità cinese

“Ci tenevo a ringraziare la comunità cinese per questo gesto, che forse nei giorni scorsi ha avuto poca visibilità”. Sono le parole del sindaco di Torino, Chiara Appendino, che ringrazia le associazioni cinesi che si sono adoperate contro il coronavirus.

“L’associazione nuova generazione italo cinese, Angi, a nome dell’associazione Wenzhounesi Uniti nel mondo e Giovani Wenzhounesi, ha donato all’Unità di Crisi della Regione Piemonte 6mila guanti monouso, 1900 mascherine, 660 occhiali protettivi e 30 tute monouso”.

Il sindaco sottolinea come, ancora una volta, “la comunità cinese si dimostra parte integrante della nostra comunità, dando supporto ove possibile e dimostrando grande sensibilità e generosità, in particolare in questo momento storico”. E conclude: “A tutti loro, a nome mio e della Città di Torino che rimane unita, un sentito ringraziamento”.

Un gesto molto bello e importante quello della comunità cinese, soprattutto in considerazione delle polemiche degli ultimi giorni che hanno riguardato alcune dichiarazioni del governatore del Veneto, Luca Zaia.

La comunità cinese in Italia.

La comunità cinese nel nostro Paese è molto presente e attiva. Secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è composta da 309.110 residenti (dati al primo gennaio 2018). È la quarta per numero di residenti, dietro a quella romena, albanese e marocchina.

A soffrire di questa crisi da coronavirus non ci sono soltanto gli italiani e le loro imprese, ma anche i tantissimi cinesi che hanno deciso di investire nel nostro Paese.

Molti imprenditori hanno scelto di chiudere momentaneamente le loro attività, soprattutto quelle inerenti alla ristorazione.

Restare aperti e senza clientela comporterebbe un dispendio di soldi non indifferente. Alcuni, convinti che l’epidemia durerà ancora per molto, hanno addirittura chiuso per sempre le loro attività.

Un’emergenza, quella del coronavirus, certamente importante ma talmente fomentata da una parte dei mass media nazionali da mettere in grande difficoltà l’imprenditoria italiana e quella cinese. Foto: Facebook