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Le cose orribili che vedono i moderatori di Facebook e che circolano in rete

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Ogni giorno pubblichiamo su Facebook tutto quello che ci passa per la testa: pensieri, foto, video.

Quello che sicuramente non pensiamo è che dietro questa macchina così complessa c’è qualcuno che verifica tutto quello che viene aggiunto nel social più famoso al mondo.

The Verge ha svolto un’inchiesta per appurare quale siano le reali condizioni di lavoro di questi moderatori e i risultati sono preoccupanti.

Hanno raccolto le testimonianze anonime dei dipendenti di Cognizant, una società in Arizona che lavora per Facebook.

Oltre ai turni sfiancanti e alla retribuzione bassa per il lavoro svolto (si parla di circa 28.000 dollari l’anno) quello che più preoccupa è lo stato psicologico degli intervistati.

Costretti ogni giorno a essere esposti a immagini violente e pornografiche, commenti di odio, fake news, video che in alcuni casi riprendono omicidi in diretta.

In una delle testimonianze un moderatore conferma questa situazione difficile per molti degli operatori:

“Non ho dubbi che certi contenuti abbiano consumato alcune persone, specialmente quelle che lavorano principalmente con immagini e video o che si occupano di sfruttamento dei bambini.”

Sintomi dello stress post-traumatico per i moderatori di Facebook

I lavoratori descrivono i problemi derivanti da questo bombardamento continuo di violenza in tutte le sue forme.

Molti raccontano di aver subito crolli improvvisi, attacchi di panico, manifestando i sintomi dello stress post-traumatico (Dpts).

Uno dei responsabili alla formazione racconta nell’inchiesta di aver subito un crollo dopo aver mostrato un video di un uomo ucciso a coltellate.

I risultati dell’inchiesta di The Verge non sono casi isolati. L’anno scorso una dipendente californiana infatti ha denunciato l’azienda per la quale lavorava.

Dichiarava di “esposta a contenuti altamente tossici, insicuri e dannosi durante il suo impiego come moderatrice di contenuti”.

L’azienda concede due pause da 15 minuti, 30 minuti per il pranzo e 9 minuti di “wellness time” da usare in caso un dipendente si sentisse traumatizzato.

Alcuni moderatori ammettono di ricorrere all’uso di droghe leggere per sostenere tutto questo stress.

Altri per superare i traumi subiti hanno rapporti sessuali durante gli orari di lavoro come meccanismo di difesa.

Sicuramente il costo in termini di salute è molto alto e non viene neanche contato nello stipendio che a dire di molti è basso per tutto questo.

Da oggi pensate bene prima di pubblicare qualcosa su Facebook. Un vostro post. commento, foto o video potrebbe ledere molte coscienze.

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Denise Baldi

Chimica appassionata di rimedi naturali e tutto quello che riguarda la salute in generale. Interessata ai metodi educativi dolci che lasciano libertà al bambino. Amante della cucina.
Fare buona informazione è il suo scopo primario.
E-mail: baldidenise1982@gmail.com
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