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De Donno è tornato: «I guariti aiutano gli ammalati». A chi può dispiacere?

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de donno

Il professore Giuseppe De Donno torna sui social e spiega le motivazioni che lo hanno indotto ad abbandonare momentaneamente le apparizioni pubbliche.

“Cari amici, nei giorni scorsi la pressione mediatica e popolare sul mio operato è stata tale da non permettermi di operare serenamente, soprattutto nell’ambito della sperimentazione del protocollo implementato insieme ai colleghi del San Matteo di Pavia”.

Inizia con queste parole il video del prof Giuseppe De Donno, al centro di un dibattito molto acceso sulla possibilità di guarire i malati di coronavirus grazie al plasma.

“Per questo motivo ho reputato prudente chiudere i miei account social. L’ho fatto per lanciare un messaggio di calma, di rasserenazione. Se ho parlato in pubblico l’ho fatto semplicemente per fare informazione, utilizzata però da alcuni come mezzo per azzuffarsi con chi la pensa diversamente”.

Il dottore spiega che i suoi interventi “sono stati animati da uno spirito divulgativo e da un auspicabile sereno e professionale confronto con i colleghi sul protocollo che oggettivamente ottiene risultati lusinghieri, incoraggianti e oggetto di ulteriori approfondimenti scientifici”.

Poi i ringraziamenti ai tanti che in questi giorni avevano paventato una sorta di censura nei suoi confronti e che, con i loro messaggi, hanno dimostrato vicinanza e stima nei riguardi del professore.

“Vi ringrazio per la vostra attenzione ma non sono disponibile a zuffe mediatiche con questo o quel collega. Essendo tutti noi medici, lavoriamo per una causa unica: la lotta al coronavirus”.

E ancora: “A differenza di come può pensare qualcuno, non utilizzo mai i morti per farmi pubblicità. Questa è una speculazione che non accetterò mai”.

Giuseppe De Donno ringrazia il presidente Mattarella e il Papa

Il professore annuncia che lunedì mattina un’importante rivista scientifica analizzerà i risultati della ricerca per capire se il lavoro finora svolto sia degno di pubblicazioni importanti.

“Fino ad allora – spiega De Donno – cercherò di mantenere un profilo molto basso, nell’attesa che arrivino questi importanti risultati che riguardano tutta la nostra comunità, mantovana, italiana e del mondo”.

Secondo quanto dichiarato dal medico “c’è una marea montante di centri che stanno sperimentando il plasma iperimmune dei pazienti convalescenti. Un momento di democrazia e grandissima solidarietà, dove i pazienti guariti aiutano quelli ancora ammalati”.

Ringrazia anche il Presidente Mattarella per la vicinanza, il Papa, i vescovi, i parroci ma anche i NAS, “perché anche loro hanno dimostrato serietà. Hanno fatto il loro lavoro e permesso di verificare quanto sia serio il lavoro di sperimentazione che abbiamo messo in atto insieme ai colleghi di Pavia”.

In questi giorni molti cittadini hanno aperto diverse pagine social per supportare il medico di Mantova, che ha voluto mandare un messaggio anche a loro.

“Vi ringrazio e vi abbraccio ma attenti, voglio che questi social siano un momento di vicinanza e amore, non utilizziamoli per fare cose alternative che non sono nel mio obiettivo, quello di promuovere la scienza”. Foto: Facebook