sfero banner
HomeSaluteDi Bella sui vaccini: «Nelle RSA mortalità aumentata del 240%»

Di Bella sui vaccini: «Nelle RSA mortalità aumentata del 240%»

Durante questa emergenza abbiamo ascoltato anche delle voci fuori dal coro. Una di queste è quella del dottor Giuseppe Di Bella con cui abbiamo parlato di vaccini.

I vaccini sono arrivati ma la situazione ancora non è cambiata di molto. Può esserci una correlazione tra aumento delle vaccinazioni e aumento dei positivi al virus?

Qualche giorno fa il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, in diretta al programma Porta a Porta, ha dichiarato, con palese sorpresa del conduttore Bruno Vespa, che chi ha avuto il vaccino può essere contagioso e trasmettere il virus anche se asintomatico.

Sappiamo anche in base alle dichiarazioni delle stesse multinazionali che producono vaccini anticovid che dopo la vaccinazione è comunque sempre possibile ammalarsi di Covid.

Il vaccino pertanto non evita l’infezione ma avrebbe la finalità di  attenuarne la virulenza ed evitare il ricovero.

Un dato ufficiale diffuso dall’informazione è che dopo le vaccinazioni di massa nelle RSA in Europa e USA la mortalità è aumentata del 240% rispetto alle mediane precedenti.

Di Bella parla delle mutazioni create dai vaccini

Il premio Nobel Luc Montagnier, sempre più indigesto alle élite per l’imperdonabile vizio di dire verità scomode, in un’intervista ha riconfermato ed evidenziato un dato scientifico incontestabile.

Il Covid 19, come tutti i virus a mRNA, ha un’elevata capacità mutagena,accelerata dai vaccini che selezionano una continua serie di varianti con ceppi sempre più resistenti.

In un’intervista del 20 marzo anche la dottoressa Loretta Bolgan [1] ha invitato a un’attenta riflessione su questa evidenza scientifica incontestabile, dichiarando che più vaccini portano alla creazione di più varianti rapidamente indotte con meccanismi noti e documentati che selezionano ceppi resistenti e che vanificano progressivamente tutti vaccini disponibili.

È ovvia pertanto la conclusione che la vaccinazione autoritaria di massa attiverà un circolo vizioso: la cronicizzazione e l’aggravamento della pandemia.

Questo perché, seguendo un noto e documentato iter biologico, i virus a ogni mutazione indotta dai vaccini, accelerano e potenziano la loro mutabilità congenita producendo nuovi ceppi che selezioneranno e tratterranno progressivamente aggressività e refrattarietà sempre più elevate e incontrollabili.

Teoricamente dovrebbero prodursi in continuazione nuove formulazioni di vaccini a ogni variante, che ovviamente a loro volta produrranno nuove mutazioni attivando un circolo chiuso e il completo prevedibile fallimento di una strategia terapeutica fallimentare e irrazionale.

Il vaccino AstraZeneca

Il vaccino AstraZeneca è a vettore virale. Un virus non patogeno veicola all’interno della cellula l’intera proteina Spyke che tutti i vaccini anticovid contengono.

Questa proteina è altamente tossica, con omologia di sequenze con tossine presenti in natura in molte specie animali.

La proteina Spyke è fortemente immunogena e induce forti reazioni con possibile attivazione anomala della risposta immunitaria. È la maggiore responsabile degli eventi avversi, fino agli improvvisi decessi per tromboembolie registrati in un numero crescente di casi.

Essa potrebbe avere anche un comportamento prionico in alcune situazioni di configurazioni molecolari anomale, tendendo ad associarsi ad altre proteine, formando aggregati insolubili e inducendo possibili patologie da prioni (come Parkinson, Alzheimer, diabete 1).

Il vaccino AstraZeneca a vettore virale contiene il gene completo della Spyke. Il vettore entra nel nucleo e può interagire sia col DNA e modificarlo e/o nel citosol e interagire con l’RNA.

Cosa pensa delle reazioni avverse a breve e lungo termine di questi nuovi vaccini?

Per questo contesto biomolecolare è possibile l’attivazione da parte della proteina Spyke di vari meccanismi di segnalazione probabilmente non limitati a quelli recettoriali ma estesi a reazioni autoimmuni, inducendo una risposta citochinica violenta, reazioni a catena con danni neurologici, encefaliti, paralisi di Bell, fino al blocco vagale e all’arresto cardiaco.

Si tratta di eventi rari ma possibili, a breve e/o a lunga scadenza. La formazione patologica di immunocomplessi, la cascata di citochine possono indurre la “pseudoallergia mediata del complemento” con reazioni a catena emocoagulative, trombi e coagulopatie  potenzialmente mortali.

È questo probabilmente il meccanismo biomolecolare responsabile delle morti che seguono di pochi giorni l’inoculazione del vaccino, anche alla sola prima dose.

Le ricerche immediatamente avviate ai primi casi di decessi e pesanti  reazioni avverse sui vaccinati con AstraZeneca hanno individuato  i meccanismi della tossicità.

Cura e prevenzione secondo il dottor Di Bella

Il prof Andreas Reinacher [2] dell’Università tedesca di Greifswald e altri ricercatori tedeschi e norvegesi hanno pienamente confermato il suddetto meccanismo di squilibri immunocoagulativi, con formazione di immunocomplessi anomali.

Hanno evidenziato e descritto una reazione immune patologica, simile   alla trombocitopenia indotta da eparina (HIT) di tipo 2, in cui si formano anticorpi contro il complesso fattore piastrinico 4 (PF4)-eparina, che provocano l’attivazione delle piastrine.

Hanno consigliato l’uso di immunoglobuline per interferire sulla cascata del complemento.

Che misure di prevenzione adotta ed eventualmente quale cura consiglierebbe a un caso positivo di Covid?

Come può testimoniare un discreto numero di amici e pazienti affetti dal Covid che mi hanno chiesto un parere, ho consigliato loro alte dosi di soluzione di retinoidi in vitamina E, vitamina C, D, melatonina idrosolubile MDB, lisozima e lattoferrina.

Ho pubblicato e documentato con un’ampia rassegna bibliografica aggiornata le proprietà di prevenzione e terapia sia antinfettiva che antitumorale di queste molecole nel mio recente volume “La scelta antitumore, prevenzione, terapia farmacologica e stile di vita”.

Nelle situazioni di Covid in atto, ho aggiunto le iniezioni intramuscolari di immunoglobuline oltre a Clorochina e Claritromicina (Zitromax) con rapida risoluzione della patologia.

Due iniezioni intramuscolari di immunoglobulina da 5 ml, per due giorni consecutivi oltre ad attivare immediatamente meccanismi fisiologici umorali di immunità, hanno bloccato reazioni anomale del complemento e la formazione di immunocomplessi. Nessuno ha avuto reazioni avverse ma completo recupero entro una settimana.

Anche iniezioni intramuscolari degli esteri fosforici del gruppo B, oltre ad esercitare un contenimento della proliferazione virale, hanno evitato complicazioni neurotossiche come perdita del gusto e dell’olfatto.

Nel sito ufficiale, in prima pagina, alla sezione “Novità e Comunicazioni”, ho riportato una sintesi di quanto pubblicato nel libro con tutte le molecole attive nella prevenzione e cura delle malattie infettive.

L’importanza di una sperimentazione meno affrettata del vaccino

Ci sono stati diversi casi di morti post vaccinazione. Lei crede che possa esserci un legame?

Il premio Nobel  Luc Montagnier  riferendosi all’affrettata messa a punto di vaccini per il Covid aveva parlato di “apprendisti stregoni”.

Evidentemente una sperimentazione meno affrettata avrebbe evitato eventi avversi e decessi che comunque sono sempre e regolarmente derubricati dagli esperti istituzionali dal rapporto causa effetto col vaccino.

Geert Vanden Bossche [3], noto virologo ed esperto di vaccini, ha inviato una lettera aperta a vari governi esprimendo sincere preoccupazioni sulla vaccinazione di massa contro questo coronavirus mutante “super intelligente”.

Ha dichiarato che la vaccinazione crea più casi asintomatici per diffondere il virus in quanto i vaccini non prevengono l’infezione e la trasmissione.

Geert Vanden Bossche ha poi avanzato un dubbio sul prezzo da pagare per una vaccinazione che sopprime semplicemente i sintomi di COVID-19 e può prevenire il ricovero in ospedale.

Ha inoltre aggiunto che il vaccino stimola solo gli anticorpi antigene-specifici indotti artificialmente e non le cellule natural killer (NK) necessarie per neutralizzare efficacemente il coronavirus.

Ha spiegato che consente agli anticorpi antigene-specifici, che potrebbero non funzionare su nuove varianti, di rimanere permanentemente e competere, minare e persino distruggere le cellule NK.

Il virologo ha ribadito che il vaccino aiuta a creare nuove varianti e “insegna” al virus la “fuga immunitaria virale”.

Anche Ken Frazie [4], CEO di Merck, ha condiviso il parere e le gravi riserve di Geert Vanden Bossche raccomandando vivamente la necessità di studiare a fondo e comprendere meglio il coronavirus prima di affrettarsi a una soluzione rapida tramite i vaccini.

Merck ha rinunciato al suo programma di sviluppo del vaccino COVID-19 per questo virus mutante e ha deciso ci concentrarsi su un trattamento, una cura efficace e non tossica.

Morti inspiegabili dopo i vaccini

Il direttore dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha affermato in un rapporto della CNN del 2 marzo che i guadagni ottenuti negli Stati Uniti, inclusa la vaccinazione con mRNA, potrebbero essere spazzati via da nuove varianti. Questo supporta l’avvertimento del dottor Bossche.

I vaccini a RNA messaggero al momento disponibili sono delle ditte Pfizer e Moderna. Il National Institutes of Health (NIH) del governo degli Stati Uniti ha confermato che il vaccino a mRNA è una forma di terapia genica, un approccio che può comportare “gravi rischi per la salute, come tossicità, infiammazione e cancro”.

Sono stati  segnalati in tutto il mondo non pochi casi di decessi inspiegabili e gravi effetti collaterali dopo l’assunzione del prodotto Pfizer.

Medici e scienziati hanno rilasciato dichiarazioni che avvertono del rischio non necessario dei vaccini per un virus il cui tasso di sopravvivenza va dal 99,4% al 99,8% che è simile alle normali influenze.

Un gruppo di medici, l’America’s Frontline Doctors, ha pubblicato il white paper “On Experimental Vaccines For COVID-19”.  I medici prevedono che le reazioni al vaccino a lungo termine saranno sempre attribuite a un “nuovo ceppo”.

Un altro gruppo, Medici per l’etica COVID, ha pubblicato una lettera aperta all’EMA in merito alle preoccupazioni per la sicurezza dei vaccini anticovid. Una delle firme è dell’ex Chief Science Officer e Vice Presidente di Pfizer, il dottor Mike Yeadon [5].

La condizione assolutamente necessaria per fare chiarezza, recuperare la fiducia della gente e stabilire, secondo criteri scientifici, il rapporto causale tra vaccino, decessi ed eventi avversi, è la creazione di una commissione di esperti indipendenti che documenti la totale assenza di conflitti d’interessi ideologici, politici e finanziari, che abbia titolo, basi scientifiche, esperienza clinica, onestà intellettuale e cultura per esprimere pareri autorevoli, credibili e scientificamente documentati.

Il parere di Di Bella sul vaccino russo

Si è molto parlato del vaccino russo perché sembrerebbe diverso dagli altri. Lei cosa pensa?

È un vaccino sicuramente meno pericoloso di quelli a RNA messaggero, che in pratica sono terapia genica mai sperimentata in passato, che in assenza di precedenti studi ed esperienze avrebbe dovuto seguire un lungo e prudente iter sperimentale.

Il vaccino russo è diverso, a vettore virale, tra la prima iniezione e il richiamo vengono usati due vettori virali diversi. Introduce probabilmente solo alcune sequenze della proteina Spyke (non tutta come l’AstraZeneca) che come abbiamo visto è altamente immunogena e potenzialmente tossica.

Il limite dello Sputnic risiede nella nota ed elevata mutabilità del genotipo virale che alla prima mutazione vanifica l’effetto del vaccino. Foto: YouTube

Referenze

[1] Dr.ssa Loretta Bolgan: curriculum lauree e pubblicazioni.

[2] Prof. Dr. med. Andreas Greinacher Facharzt, specialista in Medicina Trasfusionale, Capo del Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’Istituto di Immunologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale Universitario Greifswald (AöR) dell’Università Ernst-Moritz-Arndt di Greifswald.

[3] Prof.Geert Vanden Bossche ha conseguito il DVM presso la Facoltà di Veterinaria di Ghent e il PhD in Virologia presso l’Università di Hohenheim, Stoccarda.

Dopo la sua formazione post-dottorato in Virologia, Immunologia e Biologia Molecolare presso la Libera Università di Berlino e l’Università di Hohenheim (Germania), ha ricevuto la Venia Legendi e successivamente ha ricoperto incarichi di facoltà a contratto presso l’Università di Hohenheim (Germania), l’Università di Leuven (Belgio) e la Facoltà europea di igiene ambientale presso l’Università di Ghent (Belgio).

È quindi passato all’industria dei vaccini per ricoprire vari ruoli senior nello sviluppo di vaccini sia precoci che tardivi (GSK, Novartis, Solvay). Nel 2008 è entrato a far parte della Bill & Melinda Gates Foundation di Seattle per ricoprire il ruolo di Senior Program Officer in Vaccine Discovery for Global Health.

Inoltre, ha anche fondato UNIVAC LLC, una società di vaccini start-up, e ha coordinato il programma per il vaccino contro l’Ebola per conto di GAVI. Attualmente è il capo dell’Ufficio per lo sviluppo dei vaccini presso il Centro tedesco per la ricerca sulle infezioni (DZIF) in Germania. È certificato in Virologia e Microbiologia, autore di oltre 30 pubblicazioni e inventore di una domanda di brevetto per vaccini universali. Ha presentato argomenti relativi ai vaccini e agli adiuvanti in numerosi congressi internazionali.

[4] Ken Frazier Merck CEO Ken Frazier Discusses a COVID Cure.

[5] Mike Yeadon Canterbury, United Kingdom – Experience, Co-Founder, Consultant, Consultant (Scientific Advisory Board), CSO and VP, Allergy & Respiratory Research Head, VP, Allergy & Respiratory Head.