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Di Maio torna a parlare delle chiusure domenicali

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chiusure domenicali

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, annuncia tramite Facebook l’entrata in vigore del Decreto Legge Riders e torna a parlare delle chiusure domenicali: “Ho aspettato la firma del Capo dello Stato per parlare. Ma adesso più che mai sento l’esigenza di dirvi una cosa importante”.

“Da Ministro del Lavoro del precedente Governo, il giorno del mio insediamento, il 5 giugno 2018, avevo invitato al Ministero i giovani riders che tramite una app ogni giorno in bici portano cibo a casa degli italiani. E spesso per le carenti condizioni di sicurezza delle nostre strade rischiano addirittura la vita.

Non avevano un minimo orario, non avevano tutele assicurative, non avevano rimborsi spese, non avevano tutela pensionistica e non avevano neanche un datore di lavoro. Erano schiavi di un software che in base al punteggio li faceva lavorare di più o di meno, senza orari.

Da oggi sono lavoratori con le stesse tutele le di un lavoratore dipendente. Non dipenderanno più dal punteggio del software, avranno tutele assicurative e pensionistiche, rimborsi spese e un minimo orario garantito”.

Dal Decreto Legge Riders alle chiusure domenicali

Il Decreto Legge Riders è legge. Si tratta dell’ultimo provvedimento che l’ex Ministro del lavoro aveva firmato prima della caduta del governo giallo-verde.

Per il capo politico del M5S: “Ci sono sempre più “riders” in ogni categoria, giovani e meno giovani senza orario di lavoro, persone senza “diritto alla disconnessione”, lavoratori che pur di lavorare sono disposti a non guadagnare, operai ricattati di essere sostituiti con una macchina, se non abbassano le loro pretese”.

Poi torna a parlare delle chiusure domenicali: “Dopo il Decreto Dignità e il Decreto Riders, dobbiamo andare avanti come Governo nella tutela delle persone che lavorano, come nel caso delle partite iva e dei lavoratori dipendenti degli esercizi commerciali che, a causa delle liberalizzazioni, sono sprofondati nella giungla degli orari di apertura e chiusura, cercando invano di battere i centri commerciali, rimanendo aperti 12 ore al giorno e 7 giorni su 7″.