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Diritto

Di Matteo Bonafede, Taormina: «Vergogna, siamo un Paese da 4° mondo»

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di matteo nonafede

Il noto avvocato, Carlo Taormina, ha presentato un esposto sulla vicenda Di Matteo – Bonafede, chiedendo che il ministro venga sottoposto immediatamente a interrogatori e chiarisca la situazione.

“Semplicemente sconcertante e vergognoso. C’è un procedimento aperto dinanzi alla Procura della Repubblica di Roma, su mia iniziativa, nel quale si deve accertare se Di Matteo sia un buffone o se Bonafede sia un ministro sollecito alla mafia, e non c’è un giornale che abbia fatto una riga”.

Sono le parole dell’avv. Carlo Taormina che ha voluto sottolineare come nessuna testata giornalistica abbia mostrato interesse alla notizia.

L’esposto di cui parla Taormina, presentato martedì, fa riferimento alla famosa telefonata avvenuta durante il programma l’Arena. Il magistrato Nino Di Matteo, intervenendo in diretta, aveva sostanzialmente accusato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di avergli prima proposto la nomina a direttore del DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) e il giorno dopo di avergliela rifiutata.

Di Matteo – Bonafede, Taormina: “Ministro chiarisca immediatamente”

Una dichiarazione importante e che ha sollevato molte polemiche.“Non c’è uno spazio televisivo dal quale risulti un minimo cenno a questa vicenda – continua l’avvocato riferendosi al suo esposto – è veramente una cosa vergognosa e degna di un Paese da quarto mondo, non da terzo”.

Secondo Taormina “abbiamo toccato veramente il fondo. Se un Paese non dev’essere informato del fatto che ci sia la possibilità di un ministro sollecito alla mafia o che ci sia un pubblico ministero, talmente scriteriato o talmente buffone, di aver accusato un ministro di essere un mafioso… se nemmeno questo interessa vuol dire che non c’è proprio più niente da fare”.

In un video precedente l’avvocato aveva detto che bisognava procedere a un interrogatorio nei confronti del ministro Bonafede “perché chiarisca immediatamente davanti alla magistratura quale sia la realtà della situazione”.

E concludeva: “Un Paese civile non può vivere con un dubbio sul ministro della Giustizia. Chiedo quindi, alla Procura di Roma alla quale gli atti sono già pervenuti, di trasmettere il tutto al Tribunale dei Ministri perché proceda all’interrogatorio del ministro Bonafede”. Foto: Facebook