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Diagnosi false di cancro anche a bimbi di 15 mesi: pediatra nei guai

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Un pediatra è sotto inchiesta a causa di tre presunte false diagnosi di cancro fatte ai pazienti per vendere le cure della sua compagnia privata.

Il Medical Practitioners Tribunal Service (MPTS) ha aperto un’inchiesta a carico del dottor Mina Chowdhury. Il pediatra è accusato di aver effettuato false diagnosi di cancro per un suo tornaconto economico.

I fatti si sono svolti nel periodo tra marzo e agosto 2017. Il dottor Chowdhury era amministratore delegato di una società di assistenza sanitaria privata con sede a Glasgow.

Da quanto emerso il dottore avrebbe formulato false diagnosi di cancro per poter raccomandare ai genitori le cure del suo centro che in quel momento era in grave difficoltà economica.

Diagnosi false per vendere le proprie cure: pediatra nei guai

Le famiglie colpite sono state tre. La prima diagnosi incriminata è quella fatta a un bambino di 15 mesi a cui è stato detto di soffrire di “sarcoma dei tessuti molli”.

Durante un’altra consultazione avrebbe informato la madre di un bambino di 30 mesi che il risultato di un test che aveva effettuato poteva essere dovuto a un “tumore del sangue o linfoma”.

A un terso paziente adolescente invece ha diagnosticato un “neuroblastoma nello stomaco” che poteva diffondersi se non trattato.

In tutti e tre i casi sembrerebbe che il dottor Chowdhury, anziché indirizzare le famiglie al Sistema Sanitario Nazionale (SSN), avrebbe offerto le cure a pagamento del Meras Healthcare, un centro privato di sua gestione.

Avrebbe convinto le famiglie a usufruire dei suoi servizi costosissimi puntando sulla paura della malattia, sulle tempistiche di attesa del SSN e sulla presenza di macchinari all’avanguardia nel suo centro.

Tra le accuse a carico del medico c’è quella di aver creato nei genitori un senso di preoccupazione ingiustificato con le false diagnosi.

Il MPTS, dopo aver ascoltato le varie testimonianze, ha stabilito che «le sue azioni nei confronti dei tre pazienti sono state motivate finanziariamente e disoneste».

Nonostante le testimonianze, il dottor Chowdhury a ottobre davanti al MPTS ha negato tutto. Adesso un comitato deciderà se la sua cattiva condotta comprometterà o meno l’esercizio della professione medica.