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Donato dice la verità su migliaia di morti civili, Vecchi: «Mi ha strastufato»

Tra gli ospiti di oggi a Mattino 5 c’era l’europarlamentare Francesca Donato. A proposito del conflitto in atto, e del coinvolgimento del nostro Paese per la fornitura di armi all’esercito ucraino, la Donato ha menzionato l’articolo 11 della nostra Costituzione.

Poi ha aggiunto: “Se l’Italia viene attaccata da un altro Paese, è ovvio che può difendersi. Ma che l’Italia mandi le armi a un altro Paese per risolvere una controversia internazionale, come sta facendo oggi, è vietato dalla Costituzione”.

“L’altro presupposto sbagliato – ha continuato l’europarlamentare – è che l’Ucraina sia stata invasa dalla sera alla mattina senza alcun motivo da Putin. In realtà la guerra in Ucraina c’è dal 2014 e il governo ucraino bombarda e uccide migliaia di civili dall’inizio della guerra“.

A questo punto è stata interrotta dal giornalista. “A me questa discussione mi ha strastufato” ha detto Vecchi. “Io vedo un Paese che entra in un altro Paese, fine. Sono uno un po’ sempliciotto”.

Donato e le crisi dell’UE per fare passi avanti

“A lei ha stufato ma non le dico quanto stanchi sono i cittadini del Donbass” ha replicato la Donato. “Se ci sono le bombe belle e i morti belli, e le bombe brutte e i morti brutti, diciamolo”. 

E ancora: “La verità è che ci sono bombe che arrivano in Donbass da 8 anni e l’Unione europea non ha fatto niente per fermare tutto questo. Non abbiamo messo una sola sanzione al governo ucraino per dirgli di smettere di bombardare i civili ucraini”. 

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Francesco Vecchi ha risposto a modo suo, da sempliciotto: “C’è una capitale come Kiev che viene bombardata. Non è la stessa cosa, non sono paragonabili. Su questo argomento torneremo in un’altra puntata”. 

Alla fine la Donato ha spiegato perché la stabilità internazionale non interessa più a nessuno.

“Dopo il COVID qualcuno ha capito che governare dei Paesi in crisi è più semplice. Si riescono a fare cose che altrimenti non si farebbero. Si è detto tante volte che l’Unione europea per fare passi avanti ha bisogno di crisi. Siccome il prossimo passo che si vuole fare è quello della difesa unica europea – che significa ridare un esercito a Paesi che non potrebbero averlo, tipo la Germania – questa crisi fa comodo”. Foto: Mediaset Play