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Donato: «Persone uccise in ospedale» E la Merlino giustifica così – Video

Francesca Donato avverte il governo: “Una gravissima responsabilità di cui il governo prima o poi dovrà rispondere”.

Tra gli ospiti in collegamento durante la puntata di ieri a l‘Aria che tira c’era l’europarlamentare Francesca Donato.

Uno degli argomenti trattati è stato il numero dei morti covid sulla base dei dati rilasciati dall’Istituto Superiore di Sanità.

Prima di commentarli, la Donato ha voluto ricordare cos’è successo all’inizio dell’emergenza.

L’europarlamentare Francesca Donato sui protocolli sanitari: “Totalmente sbagliati”

“Quello che è accaduto a Bergamo è gravissimo. Io ho dei parenti a Bergamo che si sono salvati perché non sono andati in ospedale. Quello che purtroppo è accaduto in quei mesi è che i protocolli sanitari, diffusi dal Ministero della Salute, erano totalmente sbagliati”.

Ha raccontato che la maggior parte delle persone si infettavano andando in ospedale: “I primi focolai erano proprio negli ospedali dove i medici erano costretti ad andare a lavorare anche se positivi senza i dispositivi di protezione”.

Poi ha detto che le persone venivano intubate con un problema gravissimo di trombosi: “Queste persone sono state uccise in ospedale, e questa è una gravissima responsabilità di cui il Governo prima o poi dovrà rispondere”. 

La conduttrice Myrta Merlino ha replicato dicendo che eravamo in guerra. “Purtroppo lo sa qual era il problema, Donato? Che eravamo in guerra. I medici dovevano capire cosa fare, io mi ricordo”.

“Non c’era un piano pandemico serio – ha risposto la Donato – perché il nostro Governo non l’aveva predisposto nonostante fossimo in emergenza dal 31 gennaio”.

A questo punto ha voluto ribadire che esistono delle gravi responsabilità di cui il ministero prima o poi dovrà rispondere.

“In seguito ci sono stati molti altri morti” ha continuato commentando i dati rilasciati dell’ISS. “Ma se noi leggiamo i dati dei morti, così come registrati sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, sappiamo che circa 80mila e più dei morti per covid, sono stati ultra ottantenni con tre o più patologie concomitanti”. Foto: La7