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Dottor Bacco e lo studio che ribalta tutto: perché lo hanno ignorato? – Video

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dottor Bacco

Uno studio effettuato dal dottor Pasquale Bacco potrebbe ribaltare completamente i numeri di questa emergenza coronavirus.

Nella puntata andata in onda sabato 9 maggio su Radio Radio TV, Stefano Molinari e Luigia Luciani hanno intervistato un medico che racconta una versione molto diversa rispetto a quella a cui ci hanno abituati.

Si tratta del dottor Pasquale Bacco, presentato da Stefano Molinari: «Un medico e ricercatore che lavora per un’azienda che si occupa di sicurezza sul lavoro e dà percentuali di contagio completamente diverse rispetto a quelle che vengono fornite quotidianamente».

Iniziano subito parlando dello studio portato avanti dal dottor Bacco insieme ad altri ricercatori. Dal mese di febbraio a oggi ha effettuato 7038 visite mediche ottenendo risultati che potrebbero ribaltare la percezione dell’emergenza.

L’intervento del dottor Bacco a Radio Radio Tv

«Noi siamo un gruppo di medici e lavoriamo per una società americana che si chiama Meleam, che ha 41 uffici anche in Italia, tra cui la sede legale a Roma».

Ha continuato poi spiegando lo studio che hanno effettuato: «Abbiamo effettuato, partendo da inizio febbraio, 7038 visite mediche con relativi kit seriologici. Abbiamo analizzato soggetti clinicamente sani per andare a verificare se avevano sviluppato gli anticorpi per la Covid-19 e quindi se erano venuti in contatto col coronavirus».

«I risultati su 7038 persone ci hanno dato una media nazionale del 34% di positivi e abbiamo avuto un punto massimo su Brescia al 49% e un punto minimo in Sicilia intorno al 28%» ha affermato il dottor Bacco.

Le persone che si sono sottoposte alla visita medica erano tutte volontarie ed è tutto dimostrabile con la documentazione firmata di ogni partecipante e le relative certificazioni.

Lo studio è stato effettuato con tre diversi tipi di test sierologici: uno italiano, uno cinese e uno canadese. In pratica è stato preso dai volontari un campione di sangue venoso (con prelievo), o capillare (sul dito), che poi è stato messo in contatto con un antigene.

«Dopo aver ottenuto il 49% a Brescia ci siamo messi in contatto con l’Unità di Crisi di Roma che in quei tempi si stava formando e abbiamo mostrato i dati ottenuti perché ci lasciavano perplessi», ha continuato il dottor Bacco.

«Tra l’altro su un campione così ampio – allora ne avevamo fatti 1700 – la possibilità di errore è praticamente zero». Ha poi aggiunto che nei dati di Brescia c’era un particolare importante: «Il 49% dei soggetti era positivo ma di questi il 74% presentava immunoglobuline G come memoria immunitaria. Cioè non erano infezioni recenti».

I primi casi in Italia da ottobre 2019

Il dottor Bacco a questo punto ha fatto un ragionamento che ha stupito tutti: «Noi abbiamo iniziato a febbraio, prima del primo caso in Italia. Considerando il numero dei campioni, la positività e le immunoglobuline G di vecchia data, dobbiamo fare un salto indietro almeno di tre mesi e mezzo. Quindi i primi casi, con certezza, sono a ottobre 2019».

A questo punto ha spiegato che, visti i risultati clamorosi ottenuti, si sono rivolti tempestivamente all’Unità di Crisi per l’emergenza che stava nascendo.

Hanno parlato con un consulente: «Un noto virologo, che in televisione vedete un po’ tutti, di fronte ai nostri dati con le relative certificazioni, mi dice che secondo lui a Brescia siamo al 2%. Quando ho chiesto spiegazioni mi è stato risposto “perché è così”».

L’Unità di Crisi quindi, da quanto ha raccontato il dottor Bacco, non li ha presi in considerazione. Il medico ha aggiunto: «Adesso, a distanza di mesi, i nostri dati si stanno confermando tutti. Si sono aggiunte tre università italiane (Milano, Napoli e Bari). Ad agosto inizieremo con altre settemila visite. Abbiamo creato una task force da 500 medici in Italia e stiamo vedendo cose che nelle prossime settimane potrebbero portarci anche a dati ancora più clamorosi».

Il dottor Bacco: «Il numero dei morti è falso»

«Sono un medico legale e faccio gli esami autoptici. Abbiamo visto, anche sui deceduti, che questo virus è estremamente banale. Non ha nessuna capacità di uccidere soggetti che non abbiano già condizioni particolari».

E ha incalzato: «Il numero dei morti è falso, questo virus non è capace di uccidere in nessuna maniera. Lo dico da medico libero. Questo è un semplice coronavirus che segue il clima e in televisione dicono ancora che non è così. Crea immunità anche se limitata».

Luigia Luciani interviene chiedendo se quello che sta insinuando il dottor Bacco è che sia in atto un complotto per mettere un Paese in ginocchio. E aggiunge che altri medici, come il virologo Vaia, dicono che i morti sono reali.

«Se qualcuno ha citato quei numeri, ha detto delle frottole mondiali. Tutti i coronavirus hanno delle caratteristiche chiare, nitide e precise: muoiono con il caldo e creano immunità sempre di almeno 6 mesi. Ma questo il virologo dello Spallanzani non lo dice», ha affermato il medico ricercatore.

Non ha però negato un eventuale ritorno del virus in autunno, anche in forma più aggressiva, perché muta nel tempo e ha aggiunto: «Me ne prendo la responsabilità da medico. Se si parla di vaccino per la Covid-19, si raccontano chiacchiere».

Ha inoltre insistito sul fatto che col clima il virus sparirà completamente: «Aumentare la temperatura della coltura è un’operazione che costa 7,80 euro e noi l’abbiamo fatto a inizio marzo».

«Si è creato un clima di assoluto terrore. Ci sono medici che hanno usato numeri folli. Voi portatemi un solo caso sotto i 55 anni, clinicamente sano, morto per Covid-19 e io chiedo scusa a tutta l’Italia». Foto: YouTube