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Salute

Dottor Scoglio: “Penso che un raffreddore sia stato trasformato nella peste”

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Il 19 aprile, su Radio 11.11, hanno trasmesso la puntata Virus 2020 e tra gli ospiti c’era anche il dottor Stefano Scoglio.

Gli ospiti presenti in puntata erano molti, in un confronto aperto alle domande degli ascoltatori.

Tra i vari interventi è stato interessante quello del dottor Stefano Scoglio, che afferma di essere stato candidato al premio Nobel per la medicina nel 2018.

 

Il dottore è un esperto di nutrizione e fitoterapia, direttore del Centro di Ricerche Nutriterapiche di Urbino e il maggior esperto mondiale di microalghe AFA e dei suoi estratti.

Intervento del dottor Scoglio

«Questa storia del coronavirus è stata ingigantita. Ha portato a una vera crisi epocale dell’economia mondiale del tutto ingiustificata dal punto di vista scientifico e clinico».

Continua: «Io ritengo che questo virus non sia stato isolato e nemmeno testato, non ci sono nemmeno le basi per dire cosa possa fare».

Parlando invece del numero dei decessi attribuiti alla Covid-19, ha affermato che sono sovrastimati per due motivi: primo perché molte morti riguardano pazienti anziani con 3 o 4 patologie pregresse e secondo perché non si è tenuto conto dell’effetto iatrogeno.

Porta ad esempio una testimonianza: «Una signora di 85 anni, con un tumore allo stadio terminale che aspettava solo di morire, è deceduta. Le hanno fatto il tampone che è risultato positivo e hanno classificato la morte per coronavirus».

Invece, per quanto riguarda i trattamenti medici e farmacologici usati erroneamente, il dottor Scoglio ha spiegato: «È venuto fuori che in molti casi la difficoltà respiratoria non fosse legata alla polmonite interstiziale ma più probabilmente alla difficoltà di trasporto ematico dell’ossigeno per potenziali diverse problematiche».

Cosa che era già emersa in Cina dove parlavano di riduzione dell’emoglobina invece in Italia si parla di formazione di trombi.

«Sicuramente un’origine diversa dalla polmonite che porta a pensare che molte intubazioni fossero inutili anzi, che potrebbero anche essere la causa della morte».

Il dottor Scoglio ha poi aggiunto: «Nella letteratura post Wuhan ci sono ben 8 sequenziamenti genici diversi, si parla di più virus. Non esiste nessuno studio in cui il virus sia stato isolato e testato».

Per concludere l’argomento ha affermato: «Quindi che le morti legate a fenomeni di difficoltà respiratorie siano collegate a questo virus, oggi è un atto di fede che non ha nessun supporto scientifico».

Morti nel mondo e i casi particolari in Italia

Il dottor Scoglio ha specificato: «I contagiati sono stabiliti con tampone. Ma che credibilità ha, visto che studi dimostrano che ha l’80% di falsi positivi?»

Ha poi continuato spiegando che l’Italia è stata la prima ad attribuire la causa della morte al coronavirus nonostante fossero presenti altre patologie gravi.

Seguendo il nostro esempio, gli USA hanno cambiato il modo di valutare i decessi: hanno registrato come morti da coronavirus tutti coloro che risultavano positivi al tampone. In caso di impossibilità a fare il tampone, un quadro clinico positivo è sufficiente per segnare la morte come coronavirus.

«In tutto il mondo hanno cominciato a fare tamponi a tappeto e a conferire al coronavirus tutte le morti. Ecco come sono arrivati a dati simili all’Italia», ha spiegato il dottor Scoglio.

Riferendosi al caso particolare di Bergamo e Brescia, il dottore ha specificato che non sarà possibile capire le motivazioni del boom di morti se non si prendono in considerazione alcuni fattori come gli sbagli terapeutici e la copertura di vaccinazione antinfluenzale (la cui interferenza è dimostrata in una studio dell’esercito).

«Diranno che è stato grazie alle chiusure che abbiamo risolto la pandemia ma è una grande stupidata» e si riferisce al fatto che dai primi contagi alla chiusura totale è passato quasi un mese in cui il virus ha continuato a circolare.

Si chiede perché il virus non si è spostato da Brescia e Bergamo verso Milano provocando, in proporzione, centomila morti: «Siamo sicuri che questo problema sia legato a un virus e alla contagiosità, o forse è legato ad altri problemi da esplorare?»

«Io penso che un raffreddore sia stato trasformato nella peste del secolo e si stia distruggendo l’economia per motivi che non hanno niente a che fare con la salute e la ricerca scientifica». Foto: YouTube