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Drag queen chiamata dalla biblioteca per stare coi bimbi ma è un pedofilo – Video

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Houston, Texas. In nome dei diritti LGBT la biblioteca pubblica ha invitato una drag queen a leggere storielle ai bambini. Peccato fosse un pedofilo.

Per chi non lo sapesse, le drag queen sono generalmente degli omosessuali o dei transessuali travestiti da donna con abiti, parrucche e trucchi esageratamente appariscenti.

Solitamente si esibiscono in locali privati per adulti con spettacoli di varietà mostrando appunto una femminilità esagerata che rasenta la parodia e la caricatura.

Ma in America si è diffusa una nuova moda: la “Drag Queen Storytime” in cui una drag intrattiene dei bambini in biblioteca con delle storielle.

Naturalmente le storielle sono racconti a tematica LGBT e servono ad indottrinare i giovani fin dalla più tenera età con la scusa della non-discriminazione.

La Houston Public Library, famosa per aver da tempo aderito a questo progetto, ha invitato per un periodo una drag queen senza però approfondirne il passato.

Infatti Alberto Garza, 32 anni, in arte “Tatiana Mala-Niña” in realtà è un pedofilo condannato nel 2008 per aver abusato di un bambino di 8 anni.

Scontata la pena Garza ha pensato bene di riavvicinarsi ai bimbi sotto mentite spoglie sfruttando la contemporanea ossessione per i diritti LGBT, col benestare delle autorità.

Drag queen pedofilo: lo scopre l’associazione Mass Resistance

Se non ci ha pensato la biblioteca ad esaminare la fedina penale dei suoi collaboratori, lo hanno fatto i genitori dell’associazione pro-family “Mass Resistance”.

Gli attivisti da tempo denunciano questi soprusi ai danni dei bambini della città ottenendo però dagli amministratori pubblici solo disprezzo, derisione e risposte ironiche.

“Di cosa avete paura?” ha chiesto sarcastico il consigliere, gay dichiarato, Mike Laster. “I drag? Modelli di comportamento” ha filosofeggiato invece il sindaco Turner.

Intanto la biblioteca ha emesso un comunicato in cui si scusa e annuncia l’interruzione di collaborazione con la drag queen, precisando che “non è mai rimasto solo coi bambini”. Ah beh, grazie!