Digita per cercare

Politica

Düsseldorf, il vergognoso carro con Salvini: ecco perché c’è poco da ridere

Condividi
Düsseldorf

Durante il carnevale a Düsseldorf, tra i vari carri, spunta quello dedicato a Matteo Salvini. Il vicepremier del Governo viene raffigurato col corpo di una donna intenta ad allattare due bambini che si nutrono, manco a dirlo, di razzismo e nazionalismo.

Come se non bastasse, Salvini tiene tra le mani due bandiere tricolori con la scritta “brutta Italia” e, sul corpo, un tatuaggio a forma di cuore con scritto al centro la parola “mafia”.

A carnevale ogni scherzo vale. Lo deve sapere bene anche il ministro degli Interni visto che ha pubblicato la foto limitandosi a scrivere: “Carnevale a Düsseldorf”.

Ma sotto al post piovono commenti di ogni tipo. In tanti prendono in giro il popolo tedesco mentre altri fan del ministro esprimono “rabbia” per il simbolismo utilizzato.

Ora, al di là delle idee politiche o del tipo di giudizio in merito al lavoro del Governo e in particolare del vicepremier Salvini, possibile che la politica italiana resti in silenzio?

Certo, proprio dal popolo tedesco è difficile prendere lezioni su argomenti di razza e nazionalismo ma vabbè.

Passi quel seno che nutre razzismo e nazionalismo, qui in Italia non si parla d’altro, siamo più che abituati. Passi anche il “brutta Italia”, nonostante la “bella Germania” abbia riconosciuto di aver tratto solo vantaggi da questa Unione Europea a discapito di altri Stati, Italia compresa.

Ma sul tatuaggio a forma di cuore con la scritta mafia? Tutto normale? Direi proprio di no, e il silenzio di chi ci rappresenta, siano essi al Governo o all’opposizione, non è un bene per il nostro Paese.

A Düsseldorf come a Strasburgo

Se fosse accaduto il contrario? Se un esponente della sinistra come Matteo Renzi fosse stato raffigurato in un carro con la scritta mafia, cosa sarebbe successo?

Probabilmente avremmo avuto miliardi di dichiarazioni e condanne ma, trattandosi del Matteo leghista, va bene così, anzi, direbbe qualcuno: “fate bene”.

È successa la stessa cosa quando il Presidente del Consiglio Conte è stato ripetutamente offeso dal leader dei liberali dell’Alde, Guy Verhofstadt, durante la sessione plenaria per discutere del futuro dell’Europa a Strasburgo.

Anche in quella occasione furono in pochi a rilasciare dichiarazioni. Ecco, tutto questo silenzio fa male. Fa male perché non stiamo parlando di idee ma di un popolo.

Conte non è certamente un burattino bensì un Presidente democraticamente eletto. Ed è stato eletto da un popolo che, a quanto pare, deve ancora difendersi da chi pensa che essere italiani debba necessariamente voler dire essere mafiosi.