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Edicolanti del sud dopo la frase di Feltri: «Non vendiamo più Libero»

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Edicolanti del sud
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Vittorio Feltri, direttore di “Libero”, ha definito i meridionali “inferiori” e molti edicolanti del sud Italia smettono di vendere il suo quotidiano.

Durante la trasmissione televisiva “Fuori dal coro” andata in onda il 21 aprile era presente tra gli ospiti Vittorio Feltri.

Il direttore di “Libero” è finito nuovamente nella bufera a causa di una sua dichiarazione nella quale ha definito i meridionali “inferiori”.

All’ennesima offesa nei loro confronti, alcuni edicolanti del sud Italia hanno deciso di interrompere la vendita del quotidiano “Libero”.

Feltri offende i Meridionali e gli edicolanti del sud non vendono più “Libero”

L’argomento per cui Feltri ha fatto quella dichiarazione riguardava le critiche mosse contro la Regione Lombardia sulla gestione dell’emergenza coronavirus.

La prima tra gli edicolanti a prendere l’iniziativa è la titolare di una libreria edicola in Calabria, in provincia di Cosenza.

La signora Tiziana Marchese ha pubblicamente dichiarato su Facebook che non venderà più il quotidiano “Libero”, motivando la sua scelta appellandosi all’articolo 3 della Costituzione.

L’edicolante ha dichiarato che si tratta di un atteggiamento razzista proclamato da un personaggio pubblico influente.

Per questo motivo, ha aggiunto, non vuole mai più arricchire chi manca di rispetto agli abitanti del Mezzogiorno.

Si sono uniti all’iniziativa anche alcuni edicolanti di Napoli, tra cui il segretario provinciale del sindacato Sinagi Slc-Cgil.

Dalla Campania, inoltre, è arrivato un esposto contro Feltri da parte del presidente dell’ordine dei giornalisti della Regione Ottavio Lucarelli.

Il collega della Regione Lombardia Alessandro Galimberti ha dichiarato che la posizione del direttore di “Libero” sarà analizzata dal Consiglio di disciplina dell’ordine dei giornalisti della Lombardia.

Nel frattempo è partita anche una petizione per chiedere ufficialmente la radiazione di Vittorio Feltri. L’iniziativa ha già raccolto circa 15 mila firme.

Sulla questione ha preso posizione anche il segretario della Lega Matteo Salvini che ha dichiarato che è assolutamente scorretto fare un’affermazione simile in tempi di pace, figuriamoci durante questo difficile periodo.